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domenica 4 agosto 2013

La vicepreside che ha compiuto 60 anni, ma non li dimostra



Marisa Moresco
Dire l'età di una signora è un peccato mortale, ma segnalare che Marisa Moresco, la vicepreside dell'ITIS "Marconi" di Padova, ha compiuto il 25 luglio 60 anni è un peccato veniale, perché non li dimostra. Mi sono dimenticato, molto grave, di farle gli auguri e lei me l'ha fatto notare ai recenti funerali di Renato (prematuramente scomparso), marito della dolce e simpatica Maria Grazia, ex insegnante del "Marconi". Come passa il tempo Marisa, mi sembra ieri quando nel maestoso Castello del Cataio abbiamo festeggiato i tuoi 50 anni. L'amica e compagna di Università, Maria Dalla Francesca, anche lei ex insegnante del "Marconi", una delle proprietarie del Castello, te lo aveva aveva messo a disposizione. Marisa da molti anni è la vicepreside (non è più questo il nome, si chiama collaboratore vicario) del prestigioso Istituto Tecnico Industriale "Guglielmo Marconi". Lo è stata quando lo dirigevo io, subentrando a Luciano Arianna ora diventato preside dell'Istituto "Bernardi".  Ha continuato a farlo negli ultimi anni della mia carriera quando, stanco e forse già con i segni della malattia che mi ha colpito, sono andato a lavorare in Provveditorato (ora si chiama Ufficio Scolastico Territoriale) per occuparmi di Interventi Educativi, tema che mi sta molto a cuore, e poi quando è arrivata Maddalena Carraro, la prima preside donna dell'Istituto.

mercoledì 24 luglio 2013

Le figure dell'assistenza familiare



Per evitare confusione e per usare un lessico comune riporto dal sito di Euriclea la descrizione dell'elenco delle figure dell'assistenza familiare. Si può leggere nello stesso sito anche la descrizione di come assumere un'assistente familiare.
Copio e incollo: Euriclea è il portale pensato per gestire l'assistenza familiare in Veneto. L'accresciuta richiesta da parte delle famiglie venete di servizi di cura alla persona e l'incapacità di soddisfare tale bisogno solo a livello istituzionale hanno reso infatti necessario intervenire con una serie di strumenti atti a facilitare l'incontro tra famiglie e persone disponibili a svolgere attività di assistenza familiare e a garantire una gestione quanto più trasparente possibile di questo particolare mercato del lavoro.
La Regione del Veneto, con D.G.R. n. 3905 del 15 dicembre 2009 ha pertanto istituito da un lato il Registro pubblico regionale degli assistenti familiari, ovvero un elenco contenente i nominativi degli assistenti familiari che risultano in possesso di requisiti tali da garantire competenza e professionalità, dall’altro la Rete degli sportelli di assistenza familiare, un insieme di soggetti pubblici e privati in grado di offrire servizi qualificati di informazione, consulenza e intermediazione rispetto al tema dell’assistenza familiare.

Rendiconto IASI 2012 - Stipendi milionari dei presidenti delle non profit



Approfitto di questo post per pubblicare il 1° rendiconto della nostra associazione (anno 2012). Come potete vedere le entrate striminzite sono dovute esclusivamente alla quote dei soci e dei volontari (260 €). Per aver aperto un conto corrente bancario e non essendo ancora una onlus, abbiamo dovuto pagare, per un anno, circa 90 € di bollo (soldi incamerati dallo Stato) e circa 34€ di spese bancarie (soldi trattenuti dalla Banca). Una parte di questi oneri li  abbiamo pagati nel 2013. Non è una "truffa" legalizzata? Abbiamo quindi deciso di chiuderlo! 
La trasparenza delle organizzazioni non profit lascia spesso a desiderare ed è raro trovare nei loro siti la pubblicazione di un bilancio compresibile.
Per guardare in casa degli altri, bisogna prima guardare nella nostra!
Diceva qualcuno duemila anni fa: "Perchè guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?" (Luca 6,41).
Questo post vuole mettere in guardia le persone che offrono denaro con intenti caritatevoli a chiedersi se le loro offerte vadano a buon fine e a farsi rilasciare una ricevuta. Le pareti dell'Azienda Ospedaliera di Padova sono tapezzate di manifestini che avvisano i pazienti che la Direzione non ha incaricato nessuno a raccogliere fondi per l'Ospedale. Donare è bello, è segno di generosità, altruismo e solidarietà ma bisogna anche controllare a chi si dona. Siamo nell'anno europeo del cittadino attivo.
Leggete questo articolo apparso su Repubblica.it del 14 luglio 2013 dal titolo: Furti, truffe e sprechi il lato oscuro del non profit dove prospera il malaffare. Ma non è giusto fare di tutta l'erba un fascio, il volontariato è molto attivo nel Veneto e migliaia di persone dedicano il loro tempo e il loro denaro per scopi umanitari, ma è necessario vigilare perchè se ne faccia un uso corretto.
 
Anche il non profit ha una "casta"?, è il titolo di un articolo di Gabriella Meroni apparso su Vita.it.
L'articolo inizia così: Ha suscitato un vasto dibattito in Gran Bretagna la decisione della rivista Third Sector di pubblicare gli stipendi dei manager delle più importanti associazioni non profit del paese (la lista completa è scaricabile in allegato). Scorrendo i dati si è scoperto infatti che i dirigenti britannici delle charities non se la passano affatto male, raggiungendo in alcuni casi (ma anche superando) i 350mila euro annui (300 mila sterline circa). Nessuna delle prime 150 associazioni per ricavi, che Third Sector ha interpellato, corrisponde uno stipendio annuo inferiore a 100mila sterline (117mila euro)  al proprio direttore o presidente. (…)
Dopo questo articolo, Gabriella Meroni ne pubblica un altro, sempre su Vita.it intitolato:  "Non profit: ecco la "casta" americana.
Dopo la pubblicazione in Gran Bretagna degli stipendi stellari di alcuni presidenti di charities, dagli USA ecco la classifica dei 10 manager di enti non profit più pagati. Londra impallidisce: qui si parla di milioni di dollari...
Ma ecco la classifica dei manager non profit strapagati:

  1. Laurance Hoagland Jr. - William and Flora Hewlett Foundation, 2,5 milioni di dollari
  2. John Seffrin - American Cancer Society, 2,1 milioni
  3. Roxanne Spillett - Boys & Girls Clubs of America, 1,8 milioni
  4. Reynold Levy - Lincoln Center for the Performing Arts, 1,4 milioni
  5. Placido Domingo - Los Angeles Opera, 1,35 milioni
  6. Michael Kaiser - JFK Center for the Performing Arts, 1,348 milioni
  7. Peter Gelb - Metropolitan Opera Association, 1,3 milioni
  8. Glenn Lowry - Museum of Modern Art, 1,2 milioni
  9. James Williams  - J. Paul Getty Trust, 1,2 milioni
  10. Edwin Feulner Jr. - Heritage Foundation, 1,1 milioni
    "E queste le chiamate charities?", ha tuonato sul suo blog il noto polemista nonché collaboratore del Guardian Johnny Void. "Questi manager si arricchiscono alle spalle dei poveri, e le loro associazioni pagano una miseria i lavoratori disoccupati costretti a dare loro una mano per non perdere i sussidi". Void si riferisce al contestato "workfare", ovvero l'obbligo per i disoccupati in cerca di lavoro di prestare servizio semi-volontario per le charities, pena la perdita degli aiuti statali.
    Ecco un passo dell'intervista: "A me sembra che l’Italia del terzo settore somigli moltissimo all’Italia del profit, con tutte le sue inefficienze, gli sprechi, le contraddizioni, il familismo. Certo, se si guarda ad esempio alla politica italiana, i peccati del non profit sono meno esasperati. Parliamo di persone che si prestano, dando tempo e professionalità, per gli altri. Poi però restano i soliti vizi. La gestione del personale è simile al profit dal punto di vista del precariato, c’è una sacca di precariato molto importante; abbiamo associazioni che si battono per i diritti umani ma che non rispettano i diritti del lavoratore. All’estero i budget molto sono molti alti per i top manager del non profit, da noi no. Questi estremi mancano eppure, nel 2010, secondo un dossier realizzato dalla Siscos, l’organismo che offre le coperture assicurative per gli operatori delle ong, impegnati nelle missioni di cooperazione all’estero c’erano oltre 7000 operatori italiani, e la stragrande maggioranza, più di 6.000, con un contratto di collaborazione. Per quanto riguarda le teste pensanti, i grandi manager, c’è poca trasparenza sui guadagni ed è tabù parlare di soldi, al netto di chi, come i presidenti, lo fa a titolo gratuito".

    lunedì 22 luglio 2013

    Tra il dire e il fare c'è di mezzo il dio denaro!!



    Clinica odontoiatrica in affitto di via Venezia
    Ho già affrontato in passato lo scandalo della Clinica odontoiatrica di Padova il cui l'ex primario Gian Antonio Favero è accusato d'abuso d'ufficio, tentato abuso d'ufficio continuato, con l'aggravante di un vantaggio patrimoniale di rilevante entità e di falso ideologico. A causa di un errore di notifica l'udienza preliminare, che doveva svolgersi il 17 luglio davanti al gip,  è slittata al prossimo 22 ottobre. Ora nuova accusa. Nella rassegna stampa dell'Azienda Ospedaliera di Padova, sia del 19 luglio che del 20 luglio, trovo molti articoli che parlano dei fratelli Favero.