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giovedì 31 marzo 2011

Newsletter del 31-03-11 del Centro Maderna

Newsletter del 31-03-11
Indice
Demenze: non solo Alzheimer(Centro Maderna)
Si intitola "Workshop on diagnostic issues in atypical dementias" (Seminario su questioni diagnostiche relative alle demenze atipiche) il seminario che si terrà il 5 e 6 maggio 2011 presso il Museo di Santa Giulia di Brescia sotto il patrocinio dell'Ordine dei medici di Brescia e di altri enti ed associazioni che si occupano di neurologia e demenze.L'evento, rivolto a medici che operano negli ambiti della Neurologia, Geriatria e Medicina interna, pone al centro degli interventi le demenze non-Alzheimer, quelle cioè meno trattate dal punto di vista clinico e terapeutico dalla letteratura del settore. La malattia frontotemporale, la demenza a corpi di Lewy, la paralisi sopranucleare progressiva, la sindrome corticobasale e la demenza vascolare sono tutte forme di demenza forse più atipiche dell'Alzheimer, ma molto più frequenti di quanto si sia pensato fino ad ora e come tali devono essere studiate in modo tale da arrivare ad una definizione più puntuale delle caratteristiche cliniche associate a ciascuna di esse e, di conseguenza, a protocolli e algoritmi diagnostico-terapeutici più mirati.
(G&G Congressi, marzo 2011)



Europa: verso un’anzianità più attiva(Centro Maderna)
Il ministero del Lavoro francese con il sostegno del Fondo Sociale Europeo (FSE) ha recentemente pubblicato un nuovo documento (clicca qui per accedervi) che presenta in inglese e francese una selezione dei progetti più significativi (in Francia ma anche nel resto dell’Europa), relativi all’anzianità attiva e al lavoro per gli over 50. Migliorare le condizioni di lavoro per gli anziani è infatti una volontà condivisa da tutti gli stati membri dell'Unione Europea, che si trovano a dover affrontare un invecchiamento della popolazione senza precedenti. In Francia, in particolare, i programmi dell'FSE sostengono da più di dieci anni i progetti destinati a incrementare l’occupazione degli anziani, migliorando la qualità della loro vita sul lavoro, e incentivando la trasmissione delle conoscenze ai più giovani e l'assunzione dei disoccupati over 50.
Nell’ambito di queste iniziative si colloca anche “Innover ensemble pour l’emploi des seniors” (Innovare insieme per l'impiego degli anziani) una conferenza organizzata dal Fondo Sociale Europeo che si terrà il prossimo 31 marzo presso la Biblioteca Nazionale di Francia a Parigi. L’evento (tenuto in inglese e francese), prendendo avvio dall’analisi delle sfide principali legate l’invecchiamento attivo in Europa, verterà principalmente sulla promozione della reintegrazione della terza età nel mondo del lavoro. Tra i vari partecipanti al convegno, ricordiamo anche Francesco Marcaletti, Coordinatore del progetto italiano finanziato dal Fondo Sociale Europeo “Laboratoriio permanente sull’Invecchiamento Attivo“ realizzato dalla provincia autonoma di Trento.
(Senioractu, 24 marzo 2011)


L'alimentazione in età avanzata(Centro Maderna)
Se da una parte i nutrizionisti continuano a promuovere una dieta più leggera e a basso contenuto di colesterolo per i quarantenni, chi ha superato i 70, ovvero le persone che normalmente sono molto più attente a quello che mangiano, paradossalmente dovrebbe sentirsi più libero da certe limitazioni. Secondo uno studio condotto da Hélène Payette, ricercatrice presso l'Istituto Universitario di Geriatria di Sherbrooke in Quebec, Canada, a 80 anni il colesterolo non è più un fattore così importante, dal momento che con buona probabilità la persona a quell'età ha già superato il rischio di malattie che ne possono derivare. E' invece molto importante, per la Payette, che una persona in età avanzata mangi quanto necessario per sfamarsi e ricavi piacere da ciò che mangia.
Recenti ricerche hanno mostrato infatti che, contrariamente a quanto si è sempre creduto, il peso ideale per gli anziani sarebbe superiore a quello dei giovani adulti: le persone anziane non obese, ma con un peso maggiore, vivono più a lungo, presentano un tasso di mortalità più basso e sono più resistenti alle malattie di quelle più magre. Un'alimentazione insufficiente o troppo povera nell'anziano porta inoltre ad una perdita della forza fisica con implicazioni sulla mobilità, l'autosufficienza e il sistema immunitario.

(Cyberpresse.ca, 14 marzo 2011)
 
(News del 22 /03/2011)
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Pronto farmaco festivo(Centro Maderna)
Questo il nome della nuova iniziativa finanziata dalla Regione Piemonte e realizzata dall'associazione di volontariato Sea (Servizio emergenza anziani) che offre la possibilità ai 90 mila cittadini ultrasessantacinquenni della città di Torino di ricevere a casa, nei giorni festivi e gratuitamente, i farmaci prescritti loro dal medico semplicemente rivolgendosi al numero verde 800.812068 il sabato dalle 12 alle 20 e la domenica dalle 8 alle 20. “Pronto farmaco festivo” si inserisce nell’ambito del progetto “Anziani Piemonte” che comprende anche altre iniziative quali ''Diritto alla cura'' per offrire un accompagnamento agli anziani che necessitano di cure continuative, ''Fragranza'' per prevenire la depressione e la solitudine degli anziani, e ''Attenzione alla zone rurali e montane'' per aiutare gli anziani soli che vivono in zone disagiate offrendo loro sia un aiuto negli spostamenti che in tutte le altre necessità che possono avere.
“Stare vicini in modo concreto ai cittadini, facilitando loro la vita quotidiana” ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota “ non credo sia una piccola cosa, ma un’azione importante, soprattutto se si parla di salute e di problematiche legate alle persone più anziane. Grazie al coordinamento della Regione e al supporto del mondo del volontariato, riusciamo a offrire un servizio molto utile».

(Focus Salute, 29 marzo 2011)


La terapia comportamentale per sconfiggere l'insonnia negli anziani(Centro Maderna)
L'insonnia, come altri disturbi del sonno, può avere effetti devastanti sulla salute delle persone anziane, diventando spesso la causa di depressione e cadute con conseguenti fratture. Si stima inoltre che il tasso di mortalità sia maggiore tra le persone che ne soffrono che tra quelle che invece dormono bene. I medici prendono dunque il problema dell'insonnia molto seriamente, non esitando a prescrivere farmaci (di solito sedativi ipnotici) che aiutano i pazienti a riposare meglio ma che possono creare stati di confusione e disorientamento durante la veglia e portare anch'essi a cadute, come ha evidenziato uno studio pubblicato dal British Medical Journal nel 2005.
Oggi, un'equipe di ricercatori dell'università di Pittsburgh, ha invece dimostrato, confermando i risultati di altri studi precedenti, come una breve terapia comportamentale possa essere molto più efficace e sicura di quella farmacologica. Lo studio, pubblicato lo scorso gennaio sul "The Archives of Internal Medicine", ha coinvolto 79 di anziani di età media intorno ai 72 anni i quali hanno partecipato a due sessioni informative tenute da un' infermiera specializzata. Durante gli incontri gli anziani sono stati "educati" sui principi base del sonno e sulle quattro regole fondamentali identificate dai ricercatori: ridurre il tempo che si passa a letto, alzarsi alla stessa ora tutti i giorni, non andare a letto finché non si ha effettivamente sonno e non rimanere a letto se non si dorme. Possono sembrare regole banali, ma l'atteggiamento più comune è esattamente l'opposto: si stima infatti che molti anziani rimangano a letto 10-12 ore per dormirne soltanto 5.
Oltre alle due sedute informative i partecipanti hanno ricevuto due telefonate da parte dell'infermiera responsabile del progetto nell'arco del mese e alcuni questionari e diari del sonno da compilare. Dopo sole 4 settimane i miglioramenti registrati dal gruppo sono stati notevoli, miglioramenti che si sono protratti fino ai primi 6 mesi successivi allo studio.
(New York Times, 23 marzo 2011)

venerdì 25 marzo 2011

Il lavoro domestico

 Dal sito: http://www.j4u.provincia.vr.it/Sezione.jsp?idSezione=645&idSezioneRif=235

Il lavoro domestico è un particolare rapporto di lavoro che interessa gli addetti ai servizi personali domestici individuati nei lavoratori, di ambo i sessi, che:
  • prestano a qualsiasi titolo la loro opera per il funzionamento della vita familiare, sia che si tratti di personale munito di specifica qualificazione, sia di personale adibito a mansioni generiche;
  • prestano tali attività presso comunità religiose (conventi, seminari), presso caserme e comandi militari, nonché presso le comunità senza fini di lucro, come orfanotrofi e ricoveri per anziani, il cui fine è prevalentemente assistenziale, diversamente dalle prestazioni fornite con gratuità assoluta offerte  dai volontari in modo personale e spontaneo (volontariato).
La normativa del rapporto di lavoro domestico, rinvenibile principalmente nella legge numero 339/1958 e regolamentata dalla contrattazione collettiva di settore, tiene conto del vincolo fortemente fiduciario che caratterizza i rapporti tra datore di lavoro e lavoratore, tanto da consentire la libera recedibilità dal contratto, fatto salvo il solo obbligo del preavviso e l’illegittimità del licenziamento fondato su ragioni discriminatorie (politiche, religiose, sindacali).

Principali adempimenti del datore di lavoro

Il datore di lavoro domestico, a far data dal 29 gennaio 2009,  deve comunicare l'assunzione del lavoratore direttamente all'Inps
almeno entro il giorno antecedente all’instaurazione del rapporto di lavoro; le comunicazioni relative alle variazioni e alle cessazioni di predetti rapporti devono essere comunicate allo stesso istituto previdenziale entro il termine di cinque giorni dal verificarsi dell'evento (le modalità di comunicazione sono state definite dall'articolo 16 bis, commi 11 e 12, delle legge 2/2009 di conversione del decreto legge 185/2008); la pluriefficacia delle comunicazioni nei confronti di tutti gli enti interessati (Centri per l'Impiego, Inail, Prefettura) viene salvaguardata attraverso la diffusione informatica, da parte dell'Inps, delle comunicazioni ricevute;
  • consegnare al lavoratore, all’atto dell’assunzione, la lettera o dichiarazione di assunzione o, in alternativa, copia della comunicazione di assunzione effettuata all'Inps; in questo caso la previsione di ulteriori elementi rispetto a quelli obbligatori, quali il patto di prova o indicazioni circa la convivenza o i riposi settimanali, dovrà risultare, in forma scritta, dal contratto di lavoro consegnato sempre all'atto dell'assunzione;   
  • versare all’Inps i contributi dovuti secondo le seguenti scadenze: dal 1° al 10 aprile versamento per il 1° trimestre -  dal 1° al 10 luglio versamento per il 2° trimestre -  dal 1° al 10 ottobre versamento per il 3° trimestre -  dal 1° al 10 gennaio versamento per il 4° trimestre;
  • consegnare, contestualmente alla corresponsione periodica della retribuzione, un prospetto paga in duplice copia, una per il lavoratore firmata dal datore di lavoro ed una per il datore di lavoro firmata dal lavoratore ( non è un adempimento obbligatorio ma sicuramente conveniente al fine di tutelarsi in caso di controversie);
  • rilasciare, su richiesta del lavoratore, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, una dichiarazione contenente il totale delle somme erogate al lavoratore nell’arco dell’anno (trattasi di attestato sostitutivo del modello Cud) che servirà al lavoratore per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Qualificazione del personale domestico

Il rinnovato accordo collettivo di settore (in vigore dal 1° marzo 2007) ha ridisegnato i profili professionali e i livelli di retribuzione (i dettagli retributivi sono visibili nella scheda di sintesi posizionata a piè di pagina) in cui vanno inseriti i lavoratori domestici:
  • livello A corrispondente  ai collaboratori familiari generici con esperienza non superiore a 12 mesi che svolgono mansioni di addetti alle pulizie, aiuto cucina, operai comuni fino alla mansione di baby sitter (livello AS);
  • livello B in cui  vanno inquadrati i collaboratori familiari dotati di specifiche competenze quali i custodi, i giardinieri, gli addetti alla stireria, gli autisti, gli assistenti a persone autosufficienti (livello BS);
  • livello C  che comprende i collaboratori familiari che operano in autonomia e con grado di responsabilità quali i cuochi e gli assistenti a persone non autosufficienti fino al livello D, il più elevato in cui vanno inseriti i maggiordomi, i capo cuochi e i lavoratori dedicati all’assistenza di persone non autosufficienti che abbiano una specifica formazione.

Periodo di prova

I lavoratori domestici sono soggetti a un periodo di prova predefinito dalla legge con la durata di seguito indicata:
  • livello A, AS, B, BS, C e CS 8 giorni;
  • livello D e DS 30 giorni.
I giorni da conteggiare sono quelli di lavoro effettivo e non quelli di calendario.

Tipologie contrattuali

L’assunzione di un lavoratore domestico può essere effettuata anche con contratto a tempo determinato nel rispetto della disciplina contenuta nel decreto legislativo 368/2001 per:
  • l’esecuzione di un servizio definito o predeterminato nel tempo, anche se ripetitivo;
  • la sostituzione di lavoratori sospesi per motivi familiari;
  • la sostituzione di lavoratori in malattia, infortunio e maternità;
  • la sostituzione di lavoratori in ferie;
  • l’assistenza a persone non autosufficienti ricoverate in strutture sanitarie pubbliche o accreditate.
Per fronteggiare le causali di cui sopra è ammesso anche il ricorso al contratto di lavoro somministrato.
Altresì, le prestazioni di lavoro domestico possono essere rese attraverso la tipologia del lavoro accessorio di cui all'articolo 70, del decreto legislativo 276/2003 come modificato dall'articolo 22, della legge 133/2008; in questo caso la disciplina del rapporto si realizza con la consegna dei cosiddetti voucher che sostituiscono ogni tipo di comunicazione e garantiscono la copertura di tutti gli adempimenti retributivi e contributivi.

Maternità e malattia

La disciplina della tutela della maternità e della paternità si applica anche al lavoro domestico.
Per usufruire del diritto – obbligo del congedo di maternità la lavoratrice deve presentare al datore di lavoro e all’Inps:
  • prima dell’inizio del congedo e, in ogni caso, entro il 7° mese di gestazione, apposita domanda di congedo (modello SRO1) corredata di certificato medico attestante la data presunta del parto;
  • entro 30 giorni dall’evento del parto, certificato di nascita del figlio oppure dichiarazione sostitutiva (autocertificazione).
Per poter richiedere l’indennità di maternità è necessario che la lavoratrice abbia versato almeno 52 contributi settimanali nei 24 mesi precedenti oppure 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti il periodo di assenza obbligatoria.
In caso di malattia il lavoratore deve darne tempestiva comunicazione al datore di lavoro, il lavoratore non convivente deve comprovare la malattia con certificato medico rilasciato entro il giorno successivo dall’inizio della malattia. Il periodo di diritto alla conservazione del posto e la misura dell’indennità sono indicati nella sottostante tabella:
Anzianità
Periodo (riferimento all’anno solare)
Trattamento economico (fino al 3° giorno consecutivo 50 % della retribuzione; dal 4° giorno in poi 100% della retribuzione)
fino a 6 mesi
conservazione del posto per 10 giorni
per 8 giorni
da 6 mesi a 2 anni
conservazione del posto per 45 giorni
per 10 giorni
oltre 2 anni
conservazione del posto per 180 giorni
per 15 giorni

Riposi – Ferie – Festività

Riposo settimanale: pari a 36 ore; 24 la domenica, 12 in qualsiasi altro giorno della settimana;
Festività: oltre a quelle previste dalla legge il Santo Patrono;
Ferie: 26 giorni lavorativi indipendentemente dall’orario di lavoro da frazionarsi in non più di 2 periodi all’anno.

Agevolazioni

Le somme versate all’INPS a titolo di contributi, esclusa la quota a carico del lavoratore, possono essere dedotte dall’imponibile IRPEF (articolo 30, legge numero 342/2000) sino all’importo di euro 1.549,37 all’anno.
La legge 296/2006 (Finanziaria 2007), comma 319, ha innalzato l’importo su cui applicare la detrazione fiscale del 19% fino a euro 2.100 nei casi di reddito complessivo non superiore a 40.000 euro, per le spese documentate e sostenute in caso di assunzione di badante addetta all’assistenza di persona non autosufficiente (deduzione massima di 399,00 euro da far valere in sede di dichiarazione dei redditi).
La deducibilità opera anche se le spese sono sostenute nell’interesse di un familiare non a carico né convivente con il soggetto che sostiene la spesa ma rientrante tra le persone indicate nell’articolo 433 del codice civile.

Importi contributivi in vigore per l'anno 2011

LAVORATORI ITALIANI E STRANIERI
Retribuzione oraria
Effettiva
Retribuzione oraria
Convenzionale
Importo del contributo orario
con quota Cassa Unica per gli Assegni Familiari (CUAF)
Importo del contributo orario
senza quota Cassa Unica per gli Assegni Familiari (CUAF)
fino a euro 7,34
euro 6,50
euro 1,36 (euro 0,33)
euro 1,37 (euro 0,33)
oltre euro 7,34 fino a euro 8,95
euro 7,34
euro 1,54 (euro 0,37)
euro 1,55 (euro 0,37)
oltre euro 8,95
euro 8,95
euro 1,88 (euro 0,45)
euro 1,89 (euro 0,45)
orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali
euro 4,72
euro 0,99 (euro 0,24)
euro 1,00 (euro 0,24)
Il contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari) non è dovuto solo nel caso di rapporto fra coniugi (ammesso soltanto se il datore di lavoro coniuge è titolare di indennità di accompagnamento)  e tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi, ove riconosciuto ai sensi di legge (articolo 1 del DPR 31 dicembre 1971, numero 1403).
La cifra tra parentesi è la quota contributiva a carico del lavoratore.
Il pagamento e il calcolo dei contributi può essere effettuato con il servizio "Pagamento on line contributi lavoratori domestici" accessibile al sito www.inps.it.

Dimissioni e licenziamento

Il rapporto di lavoro domestico può essere risolto da ciascuna delle parti senza obbligo di motivazione.
Vanno rispettati invece, tranne nei casi di licenziamento o dimissione per giusta causa, i termini di preavviso che sono così quantificati:
  • per rapporto di lavoro superiore alle 25 ore settimanali: 15 giorni in caso di lavoratore con anzianità non superiore a 5 anni; 30 giorni in caso di lavoratore con anzianità superiore a 5 anni. I termini sono ridotti del 50% in caso di dimissioni;
  • per rapporto di lavoro inferiore alle 25 ore settimanali: 8 giorni in caso di lavoratore con anzianità non superiore a 2 anni, 15 giorni in caso di lavoratore con anzianità superiore a 2 anni.
Si considerano i giorni di calendario.

Ultimo aggiornamento: 03/02/2011 

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Un sito dove rispondono ai quesiti di badanti e familiari è il seguente:
http://www.gruppoantonacci.it/index.php?option=com_content&view=article&id=256:colf&catid=34:elaborazionepaghe&Itemid=53

Newsletter del 24-03-11 del Centro Maderna

Newsletter del 24-03-11
Indice
Sindrome di Highlander: troppa attività fisica può nuocere agli anziani(Centro Maderna)
In Italia sono oggi il 41% gli italiani over- 60 che si dedicano all’attività fisica, ma questa attenzione per la propria forma ha incominciato in alcuni casi a sfociare in una pura ossessione che, parafrasando il titolo di un famoso film degli anni ‘80, è stata battezzata dagli esperti “Sindrome di Highlander” o dell’immortalità. Nostalgici della loro gioventù e sperando di poter ritrovare il vigore e la forza dell'età giovanile, questi aspiranti “immortali” frequentano palestre e sessioni di allenamento eccessive senza rivolgersi a un medico o a un preparatore atletico che consigli loro il percorso più idoneo alle loro caratteristiche specifiche (età, sesso, problemi di salute), con conseguenti rischi per l’apparato muscolo-scheletrico, cardio-circolatorio e respiratorio. E’ bene, come ha sottolineato Antonio Urso, Presidente della Federazione Italiana Pesistica e Cultura Fisica, considerare l’attività fisica come una vera e propria medicina, e trattarla con la stessa cautela. Per evitare di arrecare danno all'organismo infatti e' necessario che gli over-60 seguano un allenamento mirato a ritardare il decadimento fisico e non ad incrementare la massa muscolare.

(AGI, 24 febbraio 2011)



Maltrattamento e relazione di cura(Centro Maderna)
In due casi su tre, le famiglie che hanno a carico una persona anziana non autosufficiente provvedono da sole a prestare le cure di cui ha bisogno. Spesso si tratta di figli che assistono i genitori, altre volte di mogli con qualche anno in meno che assistono mariti più anziani. Un impegno spesso gravoso, al punto da poter diventare controproducente tanto per chi offre aiuto che per chi lo riceve, fino a generare nell'uno e nell'altro sentimenti di frustrazione e rancore e arrivare, nei casi più gravi, fino all'abuso o al maltrattamento. Il fenomeno è stato registrato dalla ricerca "Ferite invisibili. Il mal-trattamento psicologico nelle relazioni di cura", promossa da Caritas ambrosiana e da Segesta Spa. Il lavoro, presentato nei giorni scorsi a Milano e pubblicato da FrancoAngeli, attraverso interviste in profondità riporta ciò che accade tra figli e genitori, tra mariti e mogli, quando sopraggiunge la malattia, la disabilità psichica e mentale.
(SuperAbile, 17 marzo 2011).


Nonni in affido a Olginate(Centro Maderna)
Sulla scia dell'iniziativa portata avanti già da tempo dal comune di Milano, e nell'ambito dei propri progetti a sostegno degli anziani, il comune di Olginate, in provincia di Lecco, attiverà in questi giorni una nuova iniziativa per l'adozione dei nonni del paese.
Dopo la sperimentazione dello scorso anno, che ha interessato due persone anziane "adottate" da famiglie che si sono rese disponibili a seguirle come fossero loro familiari, il progetto diventerà presto ufficiale e si estenderà a sei nuovi nonni. In primavera incominceranno gli incontri con le famiglie volontarie organizzati dai servizi sociali, a cui seguiranno le sessioni di preparazione per formare debitamente chi aderirà all'iniziativa.

(Il Giorno, 22 marzo 2011)



Anziano, patrimonio e risorsa nel terzo millennio (Centro Maderna)
E’ questo il titolo del convegno organizzato da Politerapica - Terapie della Salute che si terrà presso la sede della struttura sanitaria di Politerpica il prossimo 24 Maggio, alle ore 18.30. Il convegno, rivolto ad enti pubblici e privati, istituzioni, mondo universitario e dell'informazione ma anche ai comuni cittadini, si incentrerà sul ruolo attivo che l’anziano può e deve avere nella società contemporanea, spesso tanto orientata verso la tecnologia, la tecnica e l’innovazione da dimenticare quanto gli anziani, che si collocano al di fuori di questi ambiti, possano essere una risorsa viva e preziosa per la comunità, sia dal punto di vista culturale che da quello sociale e perfino economico. All’evento parteciperanno l’ Assessore alla famiglia, conciliazione, integrazione e solidarietà sociale della Regione Lombardia, nonché alcuni assessori del comune di Bergamo, un delegato della caritas Diocesana e alcuni professori universitari.
(Politerpica, marzo 2011)


Diabete: in Francia si gioca a mangiare bene(Centro Maderna)
Giocare a carte è una delle attività sociali più diffuse tra le persone di tutte le età, ma in modo particolare tra gli anziani. E così nell’ambito dei propri progetti volti a sensibilizzare le persone anziane affette da diabete sull’importanza di una corretta alimentazione, i medici diabetologi e dietisti della clinica Pasteur di Tolosa (Haute-Garonne) hanno creato un gioco educativo e originale per i pazienti diabetici, chiamato « Jouons à bien manger… » (Giochiamo a mangiare bene). Il gioco di società, che prevede l’utilizzo di carte-alimento per classificare la frutta e la verdura (dal meno zuccherato al più zuccherato), i latticini (dal meno zuccherato al più zuccherato e dal meno grasso al più grasso), i tipi di carne, le uova e il pesce (dal meno grasso al più grasso), cerca di sfruttare la memoria visiva e tattile dei pazienti per insegnare loro come equilibrare la propria alimentazione mentre si divertono. Presso la clinica Pasteur vengono poi organizzate tutti i mesi sedute di gioco con i pazienti alle quali possono accedere anche anziani non ricoverati accompagnati da un caregiver.

(Senioractu, 4 marzo 2011)

martedì 22 marzo 2011

Euriclea: Portale pensato per gestire l’Assistenza Familiare in Veneto



Ho postato in documenti il file: Linee di indirizzo per l’istituzione del Registro pubblico regionale degli assistenti familiari e della Rete degli sportelli di assistenza familiare.
Indirizzo del sito Euriclea: http://www.euriclea.it/
L’accresciuta richiesta da parte delle famiglie venete di servizi di cura alla persona e l’incapacità di soddisfare tale bisogno solo a livello istituzionale hanno reso infatti necessario intervenire con una serie di strumenti atti a facilitare l’incontro tra famiglie e persone disponibili a svolgere attività di assistenza familiare e a garantire una gestione quanto più trasparente possibile di questo particolare mercato del lavoro. 
La Regione del Veneto, con D.G.R. n. 3905 del 15 dicembre 2009 ha pertanto istituito da un lato il Registro pubblico regionale degli assistenti familiari, ovvero un elenco contenente i nominativi degli assistenti familiari che risultano in possesso di requisiti tali da garantire competenza e professionalità, dall’altro la Rete degli sportelli di assistenza familiare, un insieme di soggetti pubblici e privati in grado di offrire servizi qualificati di informazione, consulenza e intermediazione rispetto al tema dell’assistenza familiare. 

Convegno 2 aprile: Terapie farmacologiche e cura umana in oncologia





sabato 19 marzo 2011

Sanità e malpractice: il questionario

Dal sito: http://www.cittadinanzattiva.it/salute-home.html
Giovedì 17 Marzo 2011 13:57
Sanità e malpractice: quali sono le tue esperienze a riguardo? Cittadinanzattiva e Altroconsumo hanno stilato un questionario che ti chiediamo di compilare per aiutarci a capire se la qualità del Sistema Sanitario Nazionale è migliorata o peggiorata negli ultimi anni. Il questionario

Petizione contro taglio fondi per malati oncologici


 Dal sito http://www.cittadinanzattiva.it/salute-home.html
«L'ultima vergogna del decreto Milleproroghe: la proroga delle quote latte pagata togliendo fondi alla cura dei malati oncologici». La Finanziaria 2010 stanziava, al comma 40, 50 milioni per assistenza e cura ai malati oncologici. È proprio da quel fondo sono stati presi i 5 milioni, che consentono altri sei mesi di tempo agli allevatori per pagare le multe per lo sforamento delle quote latte. Salute Donna si fa promotrice di una petizione popolare per contrastare questo decreto. La petizione