Per informazioni e disclaimer del blog, clicca qui
Per avere informazioni gratuite sui servizi agli ANZIANI e agli STUDENTI, telefonare a I.A.S.I. tel. 049.821.7000 (lunedì-venerdì 9-12 e 15-18. Altri numeri di IASI: 049.821.4298; fax 049.821.4278. Per commentare i post cliccare anonimo nella finestra a tendina. Per chiedere informazioni via mail a Giovanni scrivere a: blog.prontoanziano@yahoo.it

sabato 3 gennaio 2015

Contrassegno europeo per disabili



contrassegno europeo
Dal sito del Comune di Padova
Il contrassegno per disabili ha lo scopo di agevolare la mobilità delle persone con impedita o sensibilmente ridotta capacità di deambulazione e delle persone non vedenti.
ATTENZIONE: i veicoli a servizio di persone disabili che sostano nei posti delimitati da segnaletica orizzontale blu sono tenuti al pagamento della tariffa vigente (sentenza n. 21271/2009).
E vietata la sosta negli stalli riservati ad altre categorie di veicoli (motocicli, autocarri per carico/scarico e spazi riservati ai residenti in zone di rilevanza urbanistica).
ATTENZIONE: a seguito dell'introduzione del nuovo contrassegno di parcheggio per persone invalide conforme al modello previsto dalle raccomandazioni del Consiglio dell'Unione Europea (n.98/376/Ce del 04/06/1998 n. 151, modello europeo di colore blu) - sono variate le modalità di rilascio. In particolare è necessario che il disabile si rechi di persona all'ufficio Ztl per apporre la firma sul contrassegno.
I vecchi contrassegni disabili, di colore arancione, verranno progressivamente sostituiti, entro 3 anni dalla data di entrata in vigore della Legge, con quelli di tipo europeo, di colore blu.

Per richiedere il contrassegno è necessario presentare richiesta all'ufficio Ztl: MODULO RICHIESTA CONTRASSEGNO.
Il richiedente deve presentarsi, di persona, munito di:

  • documento d'identità in corso di validità
  • n. 2 fototessera recenti
  • certificato rilasciato, in data recente, dall'Ufficio medico legale dell'Azienda Sanitaria Locale, che attesti la capacità sensibilmente ridotta di deambulazione, oppure la cecità totale o la condizione di non vedente (con residuo visivo non superiore a 1/10), ai sensi dell'art. 381 commi 2 e 3 del Regolamento di esecuzione del nuovo Codice della Strada (DPR 16/12/1992 n. 495) in combinato disposto con il DPR 503 del 24/7/1996, come modificato dal DPR 30/07/2012 n. 151.
VISITA MEDICA NECESSARIA PER OTTENERE IL CONTRASSEGNO
Per prenotare la visita o ottenere le necessarie informazioni è necessario chiamare il Cup dell'Azienda ospedaliera Ulss 16 al numero 840000664.
Ai fine del rilascio del contrassegno disabili si deve richiedere la prenotazione di una visita medica finalizzata all'accertamento della riduzione della capacità di deambulazione.
Approfondimenti

RICHIESTA DI CONTRASSEGNO PER INVALIDITA' TEMPORANEA
Le persone invalide a tempo determinato, in conseguenza di infortunio o per altre cause patologiche, in possesso della relativa certificazione medica rilasciata dal Servizio di igiene pubblica dell'Ulss 16 (con prenotazione attraverso il Cup dell'Azienda ospedaliera al numero 840000664), devono presentarsi all'ufficio Ztl munite di documento di identità in corso di validità, n. 2 fototessera e del certificato temporaneo di invalidità.
La validità del contrassegno temporaneo coincide con quella indicata sul certificato di invalidità temporanea.
Anche le autorizzazioni temporanee possono essere rinnovate a seguito di certificazione medica rilasciata dall'Ufficio Medico Legale dell'Azienda Sanitaria Locale di appartenenza.
La durata della validità può variare dai sei mesi a un anno. Se l'ufficio dell'Ulss non segnala alcun termine relativo alla validità, il certificato è valido cinque anni.

Tempi del rilascio e costi - Il rilascio del contrassegno, in presenza di tutta la documentazione necessaria, è immediato. Il contrassegno è gratuito.

Validità e rinnovo - Il contrassegno ha validità 5 anni. Per il rinnovo è necessario che il titolare si rechi, di persona, all'ufficio Ztl con il contrassegno scaduto e con un certificato rilasciato dal medico di base che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio e con n. 2 fototessera recenti. Per il rinnovo dei contrassegni temporanei è necessario produrre un ulteriore certificazione medica rilasciata dall'Ufficio medico legale dell'Azienda Sanitaria Locale.

Contrassegno per disabili - Quello che è permesso e quello che non lo è con il contrassegno
Per la sosta e la circolazione in Zona a traffico limitato (Ztl) dei veicoli che trasportano disabili

venerdì 2 gennaio 2015

Maria Borgato: una donna che merita di essere proclamata santa



Avviso di Enzo Zatta
Enzo Zatta, genero di Delfina Borgato (nipote di Maria Borgato), che ho conosciuto diversi anni fa, il figlio è stato mio allievo all'ITIS  Marconi di Padova, mi ha mandato questa mail che volentieri posto nel mio blog: Ciao Giovanni, intanto buon inizio d'anno. Ti voglio segnalare che mercoledì 14 gennaio prossimo alle ore 16.00 si aprirà in Curia il processo di beatificazione di Maria Borgato. Allo scopo di coinvolgere un po’ di gente, ti allego un avviso con preghiera di diffonderlo a quanti potrebbe interessare. Ti ringrazio per la collaborazione. Un caro saluto.
Avevo raccontato la storia di Maria in questo post: Una rosa di Ravensbrück: Maria Borgato

Chi era Luigia Maria Pucheria Borgato (7 settembre 1898 – 1945)? E' stata una suora laica della Compagnia di Sant'Orsola che, insieme ad alcuni familiari (soprattutto la nipote Delfina, allora sedicenne), aiutò prigionieri in fuga e sbandati a rifugiarsi in Svizzera. Fatta prigioniera e deportata, fu uccisa nella camera a gas del lager di Ravensbrück (Berlino). Ecco come Enzo descriveva Maria Borgato:
Maria era fisicamente gracile, minuta e sarebbe passata inosservata se non fosse stato per quel suo camminare claudicante. Ciò che invece colpiva chiunque la conoscesse e la faceva apparire veramente grande, era la sua immensa bontà d’animo. Ha vissuto una vita semplice, costellata di piccoli gesti, dedicata a servire con umiltà chiunque ne avesse bisogno. Sorretta da una grande forza interiore, che derivava senz’altro dai valori in cui credeva, era animata da un dinamismo incredibile. Le sue giornate erano lunghe e faticose: fatte di preghiera, di sacrificio e di intenso lavoro in gran parte dedicato agli altri. Servire il prossimo in punta di piedi, soprattutto i più bisognosi, era lo scopo principale della sua vita, perché nel prossimo vedeva e incontrava Gesù.

domenica 28 dicembre 2014

Umberto Veronesi: L’assassinio di massa dei farmaci contraffatti

Ho acquistato un integratore proteico, sono un gastrectomizzato, nelle farmacie costa 70€, online con lo sconto del 15%, 59€. Mi è arrivato per posta nel giro di qualche giorno, ho risparmiato 11€; zero spese di spedizione per importi superiori ai 50€. Lo spediva una farmacia di una città italiana. Ho corso dei rischi? Non era un medicinale! Si possono acquistare online medicine che richiedono la ricetta del medico?
L'offerta di farmaci on-line è un fenomeno conosciuto da tutti coloro che dispongono di una casella di posta elettronica: sono innumerevoli gli spam che ogni giorno invitano all'acquisto via web di medicinali ben noti per trattare i disturbi più disparati, da quelli più lievi (emicrania, mal di pancia..) a quelli più seri (depressione, impotenza..), ma anche per eliminare la calvizie, per dimagrire, migliorare le prestazioni sportive e, recentemente, persino per combattere l'influenza suina. Cosa ancora più grave, vi sono siti che propongono "medicinali", o prodotti "naturali", per curare malattie gravi, persino i tumori.

Comprare farmaci online può essere una forte tentazione perché si evita di andare in farmacia o fare la fila dal medico per avere la ricetta, perché si pensa di spendere meno, perché non si deve provare imbarazzo nel richiedere certi prodotti. Ma, trattandosi di rimedi che possono interferire sulla nostra salute è bene conoscere i rischi cui ci si espone acquistandoli attraverso internet.
Si legga anche dal sito dell'AIFA il progetto Fakeshare. Il Direttore Generale AIFA, Luca Pani: «La vendita online di farmaci contraffatti o pericolosi è un fenomeno che va affrontato a livello globale. L’AIFA, che è da sempre in prima linea con ottimi riscontri su questo fronte, con il progetto europeo FAKESHARE si fa promotrice di un innovativo modello di collaborazione e di scambio di informazioni a livello internazionale». 
Dopo queste premesse, ecco l'interessante post dal titolo "L’assassinio di massa dei farmaci contraffatti" che ho trovato nel blog di Umberto Veronesi.
L’assassinio di massa dei farmaci contraffatti  (Pubblicato il 07/11/14 nel blog del prof. Umberto Veronesi)
Un business da 200 miliardi di euro e un milione di morti l'anno. Qualcosa di peggio di una semplice frode
Internet «imago mundi». Cioè Internet nella sua intera natura di realtà che ripete il bene e il male della vita. Un mondo in cui bisogna avventurarsi senza nascondersene i pericoli. Non c’è soltanto Wikipedia che forse sta realizzando il sogno dell’Illuminismo sulla massima diffusione delle conoscenze. Non ci sono soltanto le opportunità di far conoscere al mondo intero, a milioni e milioni di persone, il luogo e il momento in cui si sta uccidendo l’uomo e umiliando la libertà. Non ci sono soltanto Google e gli altri motori di ricerca che ti mettono sotto gli occhi foreste incantate e capolavori dell’arte. C’è anche l’ondata di piena delle perversioni sessuali in cerca di vittime (vedi la pornopedofilia), e c’è la lotta selvaggia dei profitti criminali.
E’ il caso dell’enorme business dei farmaci contraffatti, che secondo alcune stime provocano ogni anno un milione di morti. E chi è alla guida di questo traffico che si presenta con i toni accattivanti della pubblicità? E’ la malavita organizzata, che ricava da questo mercato  200 miliardi di euro all’anno, una cifra superiore a quella dello spaccio di cocaina. Nelle notizie che si susseguono, forse non è stata sottolineata a sufficienza l’indubitabile guida delle mafie internazionali, che hanno scoperto una miniera d’oro nell’ingenuità della gente o nel disperato bisogno di farmaci per curarsi.
In realtà i mercati dei farmaci contraffatti sono due. Il primo riguarda i Paesi più evoluti, il secondo si espande nella desolazione dei Paesi poveri.
Nei primi, i farmaci contraffatti trovano il loro target negli acquirenti sedotti dai prezzi convenienti: la pillola blu contro l’impotenza  costa in Internet 60 centesimi di euro contro i 15 euro del prezzo in farmacia, e bisogna mettere in conto in questo rischioso fai-da-te anche la comodità di saltare la visita medica. Nei secondi, a volte il mercato dei farmaci contraffatti si presenta addirittura sotto le specie di un’offerta umanitaria, che sembra rendere disponibile una cura contro flagelli endemici; contro l’Aids, la tubercolosi, la malaria. Questo discorso  - sia chiaro - non riguarda i farmaci prodotti con grandi sforzi dai governi di nazioni povere che si sono battute con determinazione e coraggio contro l’ostacolo dei brevetti.
Occorre ragionare sulla sostanza del problema. I farmaci contraffatti sono farmaci prodotti senza osservare le norme che regolano in modo stringente la produzione del prodotto autentico. Sono per così dire farmaci «in maschera», che promettono senza mantenere, e che sono a buon mercato proprio perché la loro produzione ha costi irrisori. Ci vorrebbe un po’ di sensata diffidenza:  se un chilo di carne – poniamo – ha un prezzo tot, che carne sarà quella che viene venduta a un decimo di questo valore? Fatti salvi tutti i ragionamenti sui costi di distribuzione dei farmaci «regolari» e sui profitti ricercati dall’industria, stupisce che gli acquirenti dei farmaci contraffatti non si chiedano il perché di prezzi tanto bassi.
E così le mafie internazionali (forti anche del fatto che è impossibile sottomettere a controlli questo mercato parallelo) continuano  a realizzare profitti miliardari sulla salute della gente. E’ bene dirlo con fermezza e a voce alta: questi prodotti sono pericolosi, anzi pericolosissimi. Si può avere una pericolosità legata al principio attivo (addirittura «tagliato» per guadagnare di più, o del tutto diverso da quanto dichiarato nel foglietto illustrativo), agli eccipienti (che possono essere tossici o soggetti a rapida degradazione) al confezionamento (che non rispetta i princìpi di sicurezza e di qualità), e infine alla conservazione: esiste un florido traffico di medicinali scaduti, che per vie traverse finiscono nelle mani dei trafficanti mafiosi, e rinascono a nuova vita con una sapiente rietichettatura.
Il peggio succede nei Paesi poveri, ed è qui, molto probabilmente, che si verificano e si moltiplicano i decessi, fino ad arrivare al milione di morti di cui si parla con spavento. In molti casi, è stato accertato  che i farmaci non contengono affatto il principio attivo, o questo è tanto diluito da non conservare più alcuna efficacia. Così, centinaia di migliaia di poveri cristi vanno verso la morte illudendosi di curarsi, mentre la malattia, lungi dall’essere fermata, acquista virulenza e diffonde il contagio. In questi luoghi sventurati non si tratta di godere la sessualità con il Viagra o di scolpirsi i muscoli con gli anabolizzanti, ma ci si rivolge al farmaco per salvarsi la vita.
E allora, dobbiamo prendere coscienza che quella dei farmaci contraffatti non è una semplice frode, ma un assassinio di massa. Con un clic per fare l’ordinazione via Internet, diciamo di sì alle Mafie. 

sabato 27 dicembre 2014

ULSS 16: Ripianificazione del Piano di Zona per l'anno 2015



Giovanni Chioetto (IASI-Pronto Anziano) e Giusy Di Gioia (Anziani a Casa Propria Onlus), in qualità di rappresentanti delle Associazioni al tavolo per l'ambito adulti-anziani del Piano di zona, hanno ricevuto la seguente mail, che portano a conoscenza delle Associazioni.
Ufficio Piano di Zona interagisce con i Comuni, le Cooperative sociali, i Centri di Servizi  (es. Case di Riposo),  le Associazioni di Volontariato e di Promozione Sociale, le Fondazioni, ovvero con tutti i  soggetti coinvolti  nella programmazione locale dei servizi sociali e sociosanitari.

Ecco il testo della mail:

sabato 20 dicembre 2014

AUGURI: ciò che conta è quello che diamo
















Siete disposti ad accorgervi che i vostri simili esistono come voi, e a cercare di guardare dietro i volti per vedere il cuore ?
A capire che probabilmente la sola ragione della vostra esistenza non è ciò che voi avrete dalla Vita, ma ciò che darete alla Vita 
(Henry van Dike)

lunedì 15 dicembre 2014

Arrivederci Francesco Sarzo




Sabato sera,13 dicembre 2014, mi ha telefonato l'amica Silvana Ciscato dell'Auser regionale comunicandomi che in mattinata era stata al funerale di Francesco Sarzo. E' stato per me come un fulmine a ciel sereno. Ho conosciuto Francesco perché, assieme  a Gemma e a Umberto, avevano fatto per più di un anno i volontari nell'Associazione "Pronto Anziano", una help line di aiuto e supporto agli anziani. Il loro turno lo svolgevano il sabato mattina, dalle ore 9 alle ore 12. Francesco era una persona squisita, competente, desiderosa di aiutare le persone anziane in difficoltà.
Trovo sul Mattino di Padova del 10 dicembre 2014 la notizia dal titolo: Addio a Sarzo ex vicesindaco di Curtarolo. Apprendo informazioni che lui non mi aveva mai detto e che mettono in evidenza la sua generosità, altruismo e il suo desiderio di aiutare il prossimo.

Ecco il testo: "Si è spento a 72 anni Francesco Sarzo (nella foto) vicesindaco di Curtarolo negli anni Novanta e presidente in carica dell’Auser locale. Un'infezione fulminante al pancreas se lo è portato via ieri pomeriggio all'ospedale di Cittadella. Imprenditore illuminato, era sposato con Margherita Scalco e papà di Miro: «La sua azienda, la Europrofilam», spiega il vicesindaco Eddy Bazzan, «è stata acquisita qualche anno fa dal gruppo Gabrielli. Negli anni si è specializzata nella lavorazione della lamiera occupando 40 addetti». Militante del Pci, era sempre in prima linea nelle Feste dell'Unità, a metà degli anni Novanta era diventato vicesindaco. «Nonostante il lavoro lo assorbisse quasi completamente», continua Bazzan, «non aveva rinunciato all'impegno politico e associativo. Gli si poteva chiedere qualsiasi cosa, sapeva risolvere qualsiasi problema. E poi, era un organizzatore eccezionale. Penso anche al Centro sollievo per malati di Alzheimer, per il quale si è battuto con tenacia». (s.b.)"