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giovedì 16 agosto 2012
Centro Maderna: newsletter del 02.08.12
lunedì 13 agosto 2012
I buoni samaritani e l'omissione di soccorso
Ieri, domenica 12 agosto, stavo uscendo dal condominio dove abito in auto e fatti 50 metri vedo seduta sull'asfalto un'anziana signora e vicino a lei una giovane ragazza che la stava aiutando. Al momento non avevo capito cosa fosse successo. Mi fermo 15 metri più avanti, scendo dall'auto e mi avvicino alle due donne. Si è fermato anche un signore molto più giovane di me che transitava dalla parte opposta della strada. Altre persone invece, dopo aver rallentato, proseguirono il loro viaggio. Il signore, nel frattempo, aveva aiutato la signora a rialzarsi e la reggeva. Ritorno all'auto, la sposto vicino alla signora, la posiziono in zona sicura e la facciamo salire sul sedile anteriore. Chiedo alla signora informazioni sull'accaduto e mi spiega che, appena uscita dal cancello di casa per recarsi a messa nella vicina chiesa di S. Teresa, per motivi da accertare (l'asfalto in via Guasti è in precarie condizioni e quindi è facile cadere), aveva perso il controllo ed era caduta sbattendo la testa, non aveva perso conoscenza e non aveva altre lesioni. Le chiediamo come facciamo ad avvisare i suoi familiari. Ci dice che abita da sola, che ha 77 anni e che il marito e morto da un mese ed è la prima volta che cade dalla bici e che sua figlia abita nelle vicinanze. Le consiglio, per il futuro, visto che la chiesa è vicina di recarsi a messa a piedi. Chiediamo alla signora se desidera che avvisiamo il 118, ci risponde decisamente che non è il caso ma ci chiede di avvertire la figlia. Chiamo con il mio cellulare la figlia, la signora per fortuna si ricordava il numero del telefono fisso a memoria, segno che stava abbastanza bene. Rassicuriamo la figlia sulle condizioni della madre e la invitiamo a raggiungerci. Nel frattempo il signore giovane, visto che la situazione si stava risolvendo positivamente, ci saluta perchè aveva un appuntamento urgente.
Rimaniamo io e la ragazza in attesa della figlia. Arriva poco dopo, saluta affettuosamente la mamma e noi, le chiede come sta e decidiamo, soprattutto madre e figlia, che preferibile che la figlia porti a casa sua la mamma. Memore dell'esperienza di mia moglie (clicca qui) dico alla figlia di tenere la mamma sotto osservazione per controllare se il colpo alla testa possa creare delle complicazioni, al momento non si intravvedono. Madre e figlia ci ringraziano per il soccorso prestato e ci salutano cordialmente. Una domanda sorge spontanea: dovevamo chiamare il 118, ci siamo comportati correttamente? Con il senno di oggi, non avendo osservato la dinamica dell'incidente, forse era opportuno sentire il parere di esperti. Se non fosse arrivata la figlia dovevamo sicuramente chiamare il 118. Comunque, essendo questo un blog di informazioni, vi invito a visitare la pagina web del sito del Ministero della Salute dedicata al 118 (clicca qui).
domenica 12 agosto 2012
Le tre Chiare
Effettuano il tirocinio presso l'Associazione di volontariato IASI-Pronto Anziano 17 studenti di classe quarta dell'indirizzo sociale dell'Istituto di Istruzione Superiore "Leonardo da Vinci" di Padova, 13 femmine e 4 maschi. Tre studentesse hanno il nome Chiara e ricorrendo ieri 11 agosto la morte di santa Chiara d'Assisi, avvenuta l'11 agosto 1253, i volontari augurano alle tre simpatiche ragazze un felice onomastico. Ieri mattina Giovanni e Jonel hanno festeggiato Chiara Sconcerle (meravigliosa imbranatina dell'Uniltalsi), l'unica delle tre ad essere presente l'11 agosto nella sede dell'Associazione. Alle altre due, Chiara Zigante (simpatica moretta, brava a disegnare e a costruire oggetti di carta) e Chiara Favaron Bissoli (ciclista professionista), i festaggiamenti in famiglia.
Chiara è un nome di origine latina che significa "luminosa, trasparente" in senso morale, ed "illustre, famosa" in senso figurato.
È diffuso in tutta Italia anche nelle varianti Clara, Clarissa, Chiarina e Chiarella.
Dal latino Clarus di età imperiale, il nome si è diffuso dal '200 soprattutto in ambienti cristiani per il culto di Santa Chiara di Assisi, di nobile e ricca famiglia, discepola e seguace di S. Francesco e fondatrice dell'ordine delle Clarisse, considerata la patrona delle ricamatrici e delle lavandaie, e invocata contro i disturbi agli occhi.
Dal latino Clarus di età imperiale, il nome si è diffuso dal '200 soprattutto in ambienti cristiani per il culto di Santa Chiara di Assisi, di nobile e ricca famiglia, discepola e seguace di S. Francesco e fondatrice dell'ordine delle Clarisse, considerata la patrona delle ricamatrici e delle lavandaie, e invocata contro i disturbi agli occhi.
martedì 7 agosto 2012
USA: compaiono insegne stradali luminose per segnalare i tempi di attesa nei Pronto Soccorsi
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| Pronto Soccorso: tempo d'attesa 8 minuti |
Che i tempi di attesa al PS, a causa del sovraffollamento, sia uno dei problemi da risolvere, lo dimostra questo cartello che ho trovato nel sito areacritica.net di Davide Mori (Infermiere, laureato e master in area critica, presso la Prima Facoltà di Medicina e Chirurgia de "La Sapienza" di Roma, in servizio presso il 118 di Roma). Il titolo della notizia riportata e il il seguente: Negli USA compaiono insegne stradali luminose per segnalare i tempi di attesa nei Pronto Soccorsi (vedi foto). La traduzione è la seguente: Ospedale di Bayonne, tempi d'attesa all'Emergency Room (Pronto Soccorso) proprio ora, 8 minuti. Ormai il problema del sovraffollamento in Pronto Soccorso è visto da tutto il mondo come una piaga da debellare assolutamente. Tanti sono i tentativi fatti, e succede così che in uno stato come quello del New Jersey, patria di Bruce Springsteen e Frank Sinatra, si comincino a vedere insegne luminose (come quelle di Madison Square a New York) indicanti in tempo reale la durata media di attesa nel PS. L’ospedale che ha reso possibile tutto questo a Bayonne (città nella contea di Hudson) è il Bayonne Medical Center. Sembrerebbe, a detta dei responsabili del Bayonne Medical Center, che i tempi di attesa non superino i 30 minuti. Due sono le insegne installate nei pressi dell’ospedale, che come dice Daniel Kane (CEO of Bayonne Medical Center) rappresentano un utile servizio a tutta la popolazione della contea di Hudson, al fine di evitare inutili attese in PS. Un idea forse un po’ stramba, ma di sicuro impatto. Chissà se anche in Italia si cominceranno a vedere queste insegne sparse sul territorio, peccato solo che i nostri tabelloni segnerebbero tempistiche ben diverse dagli 8minuti della cittadina del New Jersey.
Un'altra notizia importante trovata nello stesso sito è la seguente: In Ohio il BLS diventerà obbligatorio per poter prendere la patente di guida - Attestato di esecutore BLS prima di poter prendere la patente? In Ohio (USA) il legislatore Cheryl Grossman ci sta pensando seriamente. Il progetto di legge prevederebbe che ogni aspirante guidatore, adolescenti con meno di 18 anni di età, si debba iscrivere ad un corso di BLS prima di potersi iscrivere alla scuola guida. La legge sembrerebbe ben accolta dalla cittadinanza dello stato americano, dal momento che gli incidenti sono all’ordine del giorno, e poter fare qualcosa per salvare una vita in questi casi è sicuramente prezioso ed utile. Che dire, non c’è che da complimentarsi per iniziative simili, anche in questo caso bisognerebbe prendere esempio…
Per comprendere cos'è il Basic Life Support (BLS), clicca qui.
Un pomeriggio al Pronto Soccorso
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| fig. 1 Verbale PS |
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| fig. 2 Istruzioni per pazienti con trauma cranico |
sabato 4 agosto 2012
Informazioni chirurgiche: a Padova rivoluzionaria tecnica mininvasiva per Jarvik 2000
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| prof. Gino Gerosa |
Trovo nella rubrica conferenze e comunicati stampa dell'Azienda Ospedaliera di Padova, diretta dal dott. Adriano Cestrone, direttore Sanitario dott. Rupolo, la seguente notizia: Cuore: a Padova rivoluzionaria tecnica mininvasiva per
Jarvik 2000.
L’eccezionalità
dell’intervento chirurgico con Jarvik 2000 effettuato in questi giorni al
Centro Gallucci dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova su un paziente di
anni 67 affetto da una grave cardiomiopatia dilatativa allo stadio terminale
sta proprio nell’ innovativa tecnica chirurgica mininvasiva impiegata.
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