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lunedì 7 marzo 2011

Seniores Italia

Ho inserito nei documenti un articolo del Corriere del Veneto che parla di alcuni manager veneti in pensione che fanno volontariato nei paesi in via di sviluppo. La sede Seniores Triveneto è presso l'OIC-Nazareth in via Nazareth, n. 38 Padova, tel. 049.848411
Seniores Italia - Partner per lo Sviluppo ONLUS è la maggiore organizzazione italiana no profit di volontariato professionale senior. (http://www.senioresitalia.it/Default.aspx)
Nasce per promuovere l’incontro tra professionisti dalle competenze qualificate e tutti quegli organismi impegnati nello sviluppo locale del sistema produttivo, amministrativo e cooperativo di paesi in via di sviluppo.
Opera a favore della Cooperazione allo Sviluppo attraverso l’organizzazione di missioni brevi per realizzare attività di formazione professionale, consulenza manageriale, ricerca ed assistenza tecnica nei vari settori:  agricolo, industriale, artigianale, bancario, energetico, infrastrutturale, socio-sanitario e urbanistico.
Oltre agli interventi internazionali, Seniores Italia sostiene le organizzazioni del terzo settore in Italia, appoggiando il personale addetto alla gestione delle cooperative sociali, promuovendo e sostenendo le iniziative di nuova imprenditorialità sociale, in collaborazione con i relativi consorzi, gli enti pubblici o privati che operano o intendono operare a sostegno di tali realtà.
Grazie a questo impegno, Seniores Italia contribuisce alla valorizzazione di un patrimonio etico e professionale di esperti volontari senior che, mossi dallo spirito solidaristico, operano per rafforzare pratiche di partenariato con i paesi in via di sviluppo.

domenica 6 marzo 2011

Cassazione: no a logiche mercantili e a dimissioni rapide negli ospedali

Riporto dal sito del Corriere della Sera la sentenza 8254 della quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione.

Annullata l'assoluzione di un medico dall'accusa di omicidio colposo: «I criteri di economicità non possono prevalere sul diritto alla salute dei cittadini»


Cassazione: no a logiche mercantili e a dimissioni rapide negli ospedali
Annullata l'assoluzione di un medico dall'accusa di omicidio colposo: «I criteri di economicità non possono prevalere sul diritto alla salute dei cittadini»




MILANO - La volontà di contenere la spesa sanitaria non può prevalere sul diritto alla salute dei cittadini e le dimissioni dei pazienti dagli ospedali devono essere decise solo in base a valutazioni di ordine medico. È quando sottolinea la Cassazione nella sentenza 8254 della quarta sezione penale con cui ha annullato l'assoluzione di un medico dall'accusa di omicidio colposo di un paziente dimesso dopo 9 giorni da un intervento cardiaco, secondo le linee guida in uso nella struttura sanitaria.
NO SALVACONDOTTO - Se le linee guida in uso negli ospedali «dovessero rispondere solo a logiche mercantili», il rispetto delle stesse «a scapito dell'ammalato, non potrebbe costituire per il medico una sorta di salvacondotto, capace di metterlo al riparo da qualsiasi responsabilità, penale e civile, o anche solo morale» scrivono i giudici, aggiungendo che «sul rispetto di quelle logiche non può innestarsi un comportamento virtuoso del medico che, secondo scienza e coscienza, assuma le decisioni più opportune a tutela della salute del paziente». Secondo la Cassazione le linee guida possono «legittimamente essere ispirate anche a logiche di economicità di gestione purché non siano in contrasto con le conclamate esigenze di cura del paziente».
IL RICORSO - Con questa decisione la quarta sezione penale ha accolto il ricorso dei familiari del paziente deceduto per essere stato dimesso troppo frettolosamente, contro l'assoluzione di un medico dell'ospedale di Busto Arsizio. Lì il paziente era stato ricoverato il 9 giugno 2004 per infarto al miocardio. Sottoposto ad angioplastica con applicazione di uno spent medicato, è stato dimesso dopo 9 giorni, il 18 giugno, dal momento che risultava «asintomatico e stabilizzato». Quella stessa notte l'uomo ebbe un nuovo scompenso e arrivò in ospedale quando era già in arresto cardiocircolatorio. Se non fosse stato dimesso, ha accertato la perizia legale, sarebbe sopravvissuto grazie alle cure che avrebbe ricevuto in reparto. In primo grado il medico firmò che le dimissioni venne condannato a 8 mesi di reclusione e a risarcire i danni morali ai familiari. In appello invece fu assolto «perché il fatto non costituisce reato» in quanto il medico aveva seguito le linee guida in tema di dimissioni. Una tesi non condivisa dalla Cassazione che ha accolto il reclamo della Procura della Corte d'Appello di Milano e dei familiari. I supremi giudici criticano le linee guida obiettando che «nulla si conosce dei loro contenuti, né dell'autorità dalle quali provengono, né del loro livello di scientificità, né delle finalità che con esse si intende perseguire, né è dato di conoscere se rappresentino un'ulteriore garanzia per il paziente o se altro non sono che uno strumento per garantire l'economicità della gestione della struttura ospedaliera».
NUOVO PROCESSO - «A nessuno - prosegue la Cassazione - è consentito anteporre la logica economica alla logica della tutela della salute, né diramare direttive che, nel rispetto della prima, pongano in secondo piano le esigenze dell' ammalato». Inoltre i supremi giudici ricordano ai medici che prima di tutto devono rispondere al loro codice deontologico in base al quale hanno il dovere «di anteporre la salute del malato a qualsiasi altra diversa esigenza» e, pertanto, non sono tenuti «al rispetto di quelle direttive laddove esse siano in contrasto con le esigenze di cura del paziente, e non possono andare esenti da colpa ove se ne lascino condizionare, rinunciando al proprio compito e degradando la propria professionalità e la propria missione a livello ragionieristico». Adesso per il medico in questione si apre quindi un nuovo processo. Il paziente, oltre ad essere stato colpito da infarto, aveva un quadro clinico che consigliava prudenza in quanto era un fumatore obeso: per questo probabilmente non rientrava nei criteri statistici delle linee guida.
Redazione online
03 marzo 2011(ultima modifica: 04 marzo 2011)

Ritengo opportuno riportare anche il commento di un lettore che si firma lemene
E' più consono il rischio meditato o la tranquillità?
03.03|20:02
Non capisco come facciano ad emettere un giudizio di pratica ragioneristica, quando non si conoscono le linee di direzione e nemmeno l'esigenza di diminuire le liste d'attesa. Se il paziente era cardiopatico, fumatore ed obeso, il medico avrà valutato le componenti funzionali e, se queste erano di buona consistenza anche per un'ora, prima delle dimissioni, indubbiamente come faceva a valutare gli altri elementi, che pregiudicavano la sorte del paziente? I medici da oggi in avanti, dovranno cautelarsi quindi, mantenendo con prudenza, oltre la prudenza, ogni paziente, facendo morire quelli in attesa o urgenti? Facciamo come nei casi dove si muore per una tonsillectomia o una banale operazione? Leggendo l'articolo, lo trovo contraddittorio nei termini usati nella sentenza. Dovrò quindi aspettarmi di andare in pellegrinaggio fra gli ospedali, nel caso di un malanno grave, poiché i medici non dimetteranno più alcuno con celerità coscienziosa? Qui, più che il buon senso, vi è la corsa all'azione civile per un interesse pecuniario. Si sta andando da un sistema di strage degli ammalati, per ignoranza, al suo contrario verso i medici. Non vi è equilibrio e,a chi lo vagheggia giudicando, servirebbe un giudice superiore per giudicare il danno anche verso il giudicato e le condizioni nelle quali aveva operato con delle istituzioni di supporto che lo avevano accompagnato. lemene

Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 novembre 2010 sulla sfida demografica e la solidarietà tra le generazioni

Ho postato in documenti un'importante risoluzione del Parlamento Europeo dell'11 novembre 2010 "Sulla sfida demografica e la solidarietà tra generazioni"
Riporto i primi 6 principi e obiettivi dei 128 indicati nel documento

sabato 5 marzo 2011

29 aprile 2011: 3a giornata europea della solidarietà tra generazioni

Ho postato in documenti l'opuscolo  dal titolo "Solidarietà Intergenerazionale - Prospettive future. Proposte della Coalizione delle ONG per celebrare nel 2012 l'Anno europeo per l'Invecchiamento attivo e la solidarietà intergenerazionale"


Aderire alla campagna per celebrare la terza
Giornata europea della solidarietà fra le generazioni, il 29 aprile 2011! 

AGE piattaforma europea (http://www.age-platform.org/) è una rete europea di circa 150 organizzazioni  di e per persone over 50, che mira a dar voce e a promuovere gli interessi dei 150 milioni di cittadini anziani dell'Unione europea e per sensibilizzare sui temi che più li riguardano.
AGE è coinvolto in una campagna di sensibilizzazione per attirare l'attenzione dei politici a livello nazionale, regionale e locale europeo su come ripensare il concetto di solidarietà tra le generazioni e su come sostenere le iniziative della società civile sulla cooperazione intergenerazionale.
Questa campagna è stata lanciata nel 2008 ed è attualmente supportata da una crescente coalizione di ONG attive in vari settori e che rappresentano diversi gruppi di cittadini.  
Obiettivo di questa campagna:
Incoraggiare  i responsabili politici europei perchè mettano la solidarietà intergenerazionale ai primi posti nell'agenda dell'Unione europea e per sostenere la proposta di designare il 2012 l'Anno europeo per invecchiamento attivo e la solidarietà intergenerazionale, come proposto dal Commissario Špidla nel 2008.
Attività in corso e recenti:
  • La coalizione sta incoraggiando i loro membri e quelli di altre organizzazioni europee ad organizzare eventi di sensibilizzazione sulla necessità di una maggiore solidarietà tra le generazioni in una società che invecchia.
  • La coalizione sta seguendo da vicino il dibattito sulla proposta di decisione relativa all'Anno europeo per l'invecchiamento attivo (2012) . Per ulteriori informazioni sull'Anno europeo, cliccatequi .
  • La coalizione ha pubblicato un opuscolo congiunto dal titolo "Solidarietà Intergenerazionale - Prospettive future. Proposte della Coalizione delle ONG per celebrare nel 2012 l'Anno europeo per l'Invecchiamento attivo e la solidarietà intergenerazionale" ( EN , FR , ES ) E' necessario sviluppare un approccio intergenerazionale su molti aspetti della nostra vita quotidiana: lavoro, abitazione,  pensioni,  protezione sociale, sanità, ambiente, povertà ed esclusione sociale, trasporti, politica della famiglia,  iniziative dei cittadini, migrazione, uguaglianza di genere. La brochure comprenderà raccomandazioni rivolte alle autorità pubbliche e altri attori che operano a livello locale, nazionale ed europeo. La pubblicazione è stata lanciata dalla  Conferenza della Presidenza spagnola in materia di invecchiamento attivo e di solidarietà intergenerazionale , che ha avuto luogo a Logroño, (La Rioja). 29 – 30  il 29-30 aprile 2010 per celebrare la Giornata europea sulla solidarietà tra le generazioni.

giovedì 3 marzo 2011

Corsi per Operatore Socio Sanitario 2011/2012

Nell'anno 2010/11 con Dgr 504 del 02/03/2010 - AF 2010 -  sono stati attivati nella Regione Veneto n. 159 corsi di Operatore Socio Sanitario.

Per i corsi che si effettueranno per l'anno 2011/12 la prova di selezione per i candidati ammessi si farà il 1 aprile 2011 alle ore 9.30. In provincia di Padova verranno attivati corsi con i seguenti enti di formazione:

IRECOOP VENETO tel. 049/8076143 i corsi saranno fatti a Camposampiero (PD)
ISTITUTO CONFIGLIACCHI PER MINORATI DI VISTA  tel. 049/871822 Padova
CODESS SOCIALE COOPERATIVA TEL. 049/8078282 Padova
ATTIVA FORMAZIONE LAVORO TEL. 049/9500500 A Conselve(PD)
AGENZIA FORMAZIONE LAVORO TEL. 049/657399 Padova

MODALITA’ DIDATTICO-ORGANIZZATIVE (dal bando Configliachi)

Il corso consta di n. 1000 ore, suddivise in: n. 480 ore di teoria e n. 520 ore di tirocinio (da concludersi entro il 31.12.2012).
Materie di insegnamento: Le discipline della parte teorica sono suddivise in tre aree:
1. area socio-culturale istituzionale e legislativa;
2. area psicologica e sociale;
3. area igienico-sanitaria e tecnico-operativa.
Tirocinio:
Le 520 ore di tirocinio sono così ripartite:
⇒  n. 200 ore in Unità operative di degenza ospedaliera;
⇒  n. 120 ore in strutture per anziani;
⇒ n. 200 ore, suddivise in due esperienze di n. 100 ore ciascuna presso strutture e servizi afferenti alle seguenti aree: disabilità; integrazione sociale e scolastica; assistenza domiciliare;
salute mentale.
Orari indicativi:
parte teorica: 3/4 giorni la settimana (dal lunedì al giovedì) con orario 14.45 – 19.00.
tirocinio: lungo l’arco del corso in orari diurni e per periodi di tempo continuativi.
Il corso avrà una durata indicativa di circa 18 mesi e la frequenza alle attività formative
(lezioni teoriche e tirocini) è obbligatoria.

Costo (dal bando del Configliachi) La quota di iscrizione per i corsisti è di € 1.500,00, una prima rata di € 700,00 sarà richiesta prima dell’avvio del corso e la quota restante sarà ripartita in due rate secondo le indicazioni che saranno date successivamente. La quota di partecipazione comprende la visita del medico del lavoro per l’idoneità, tutto il materiale didattico e le divise per il tirocinio.

L’Operatore Socio Sanitario (dal sito della Regione Veneto)

Chi è l'Operatore Socio Sanitario


L'Operatore Socio Sanitario è la figura professionale che trova origine nella sintesi dei distinti profili professionali degli operatori dell’area sociale e di quella sanitaria e risponde in modo più adeguato all’evoluzione dei servizi alla persona, intesa nella globalità dei suoi bisogni. Oggetto di una profonda revisione in termini di ruolo, di competenze e di contesto operativo, il profilo dell’Operatore Socio Sanitario è stato definito dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 22/02/2001 e recepito dalla Regione del Veneto con L.R. 16 agosto 2001, n. 20 (e successive modificazioni).

 Quali sono i compiti dell’Operatore Socio Sanitario


L’Operatore Socio Sanitario soddisfa i bisogni primari della persona, nell’ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario; favorisce il benessere e l’autonomia dell’utente.
In particolare, si indicano di seguito le principali attività previste per l’Operatore Socio Sanitario:
a) assistenza diretta e aiuto domestico alberghiero:
  • assiste la persona, in particolare non autosufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale;
  • realizza attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico;
  • collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psicofisiche residue, alla rieducazione, alla riattivazione e al recupero funzionale;
  • realizza attività di animazione e socializzazione di singoli e gruppi;
  • coadiuva il personale sanitario e sociale nell’assistenza al malato anche terminale e morente;
  • aiuta la gestione dell’utente nel suo ambito di vita;
  • cura la pulizia e l’igiene ambientale.
b) intervento igienico-sanitario e di carattere sociale:
  • osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio-danno dell’utente;
  • collabora all’attuazione degli interventi assistenziali;
  • valuta, per quanto di competenza, gli interventi più appropriati da proporre;
  • collabora all’attuazione di sistemi di verifica degli interventi;
  • riconosce e utilizza linguaggi e sistemi di comunicazione-relazione appropriati in relazione alle condizioni operative;
  • mette in atto relazioni-comunicazioni di aiuto con l’utente e la famiglia, per l’integrazione sociale e il mantenimento e recupero dell’identità personale.
c) supporto gestionale, organizzativo e formativo:
  • utilizza strumenti informativi di uso comune per la registrazione di quanto rilevato durante il servizio;
  • collabora alla verifica della qualità del servizio;
  • concorre, rispetto agli operatori dello stesso profilo, alla realizzazione dei tirocini e alla loro valutazione;
  • collabora alla definizione dei propri bisogni di formazione e frequenta corsi di aggiornamento;
  • collabora, anche nei servizi assistenziali non di ricovero, alla realizzazione di attività semplici.
Per le competenze dell’Operatore Socio Sanitario si rinvia a quanto descritto dalla L.R. 20/2001 Allegato B (pdf 40KB)

Ambito lavorativo dell’Operatore Socio Sanitario

Attualmente il titolo di Operatore Socio Sanitario (nonché i titoli equipollenti) costituisce il TITOLO DI BASE per l’accesso lavorativo presso gli enti pubblici quali le Unità Locali Socio Sanitarie e le Aziende Ospedaliere, le I.P.A.B., o le strutture sanitarie, sociali o socio-sanitarie private autorizzate e accreditate ai sensi della L.R. 22/2001 e della DGR n. 84/2007 (zip-pdf 2,5MB), come ad esempio i Centri di Servizio per gli anziani.

I corsi di formazione - come si diventa Operatore Socio Sanitario


E’ necessario chiarire che l’unica qualifica/figura professionale riconosciuta a livello nazionale che consente l’esercizio delle attività assistenziali di base in ambito sociale e sanitario è quella di Operatore Socio sanitario. Tale profilo e la relativa formazione sono regolamentati a livello nazionale dall’Accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni il 22 febbraio 2001.
Per conseguire il titolo di Operatore Socio Sanitario è necessario frequentare un apposito corso a qualifica riconosciuto dalla Regione del Veneto al termine del quale, superato positivamente l’esame finale, viene rilasciato l’attestato di qualifica ai sensi della Legge 845/1978 (pdf 60KB), della Legge Regionale 10/1990, e della Legge Regionale 20/2001.
I CORSI SONO ORGANIZZATI E SVOLTI DA ORGANISMI DI FORMAZIONE ACCREDITATI DALLA REGIONE DEL VENETO, ai sensi della Legge Regionale 19/2002.

ATTENZIONE: nell’ipotesi in cui l’organismo di formazione NON SIA ACCREDITATO ed il corso NON SIA RICONOSCIUTO dalla Regione del Veneto il titolo conseguito:
  • NON CONSENTE la partecipazione ai pubblici concorsi per il profilo di Operatore Socio Sanitario
  • e NON COSTITUISCE titolo valido per l’accesso all’impiego nelle strutture sociali e socio-sanitarie private, autorizzate e accreditate ai sensi della L.R. 22/2001 e della DGR n. 84/2007 (zip-pdf 2,5MB).

Inoltre, le Scuole o gli Istituti privati non accreditati e/o non autorizzati che organizzano corsi di formazione per “Operatore Assistenziale”, “Operatore Socio Assistenziale” oppure “Operatore Socio Familiare” ecc. ecc., rilasciano attestati NON SPENDIBILI per l’esercizio delle attività assistenziali di base, quanto meno in ambito pubblico.
Il percorso formativo, meglio definito con la legge regionale L. n. 20/2001, si sviluppa per un massimo di 18 mesi (solitamente un anno), ed ha una durata complessiva di 1000 ore, circa metà delle quali di tirocinio da effettuarsi presso strutture socio sanitarie.
Informazioni relative ai corsi per Operatore Socio Sanitario possono essere richieste:
a) agli Uffici per le relazioni con il pubblico – U.R.P.:
  • URP Padova – 049/87.78.163
b) alla Direzione Regionale per la Formazione
  • al seguente sito internet
  • al seguente indirizzo di posta elettronica: info.formazione@regione.veneto.it 
  • il numero verde 800.998300 da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.00
  • al n. telefonico 041/279.5030 (attivo dalle ore 9.00 alle ore 12.30).

Titoli equipollenti al titolo di Operatore Socio Sanitario e riconoscimento crediti formativi.

La Regione del Veneto ha determinato quali sono i titoli equipollenti a quello di Operatore Socio Sanitario con le DGR 2230/02 e 3973/2002.
Per chi fosse già in possesso di altri titoli (stranieri e non) rientranti nell’area socio-sanitaria, al fine di conseguire la qualifica di Operatore Socio Sanitario può chiedere la quantificazione del credito formativo.
Secondo i criteri e le modalità stabiliti con DGR n. 1972/04 (zip 286KB), la quantificazione del credito formativo va richiesta agli organismi di formazione dei corsi per Operatore Socio Sanitario.
Per informazioni relative agli organismi di formazione consultare le pagine del sito percorrendo il seguente percorso: Servizi alla Persona/Formazione-Lavoro/Formazione/Formazione superiore. Al tema "Operatore Socio sanitario" selezionare la voce "accedi ai percorsi approvati".

Può essere richiesto al Ministero della Salute il riconoscimento di un titolo straniero di area socio-sanitaria per esercitare in Italia le attività previste per l’Operatore Socio Sanitario.

Per informazioni consultare il sito www.ministerodellasalute.it alla voce “Professioni Sanitarie”.

L’Operatore Socio Sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria

Chi è l'Operatore Socio Sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria
E' l'Operatore Socio Sanitario che ha frequentato un ulteriore percorso formativo pari a 400 ore complessive denominato "modulo complementare facoltativo in assistenza sanitaria".
Quali sono i compiti dell'Operatore Socio Sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria
l'Operatore Socio Sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria, oltre a svolgere i compiti propri dell’Operatore Socio Sanitario, coadiuva l’infermiere in tutte le attività assistenziali e, in base all’organizzazione dell’unità funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive del personale infermieristico, svolge le ulteriori attività elencate nell’allegato B bis) della legge regionale n. 20/2001.
I corsi di formazione
la formazione dell'Operatore Socio Sanitario in assistenza sanitaria è di competenza della Regione che definisce l'attivazione dei "moduli di formazione complementare in assistenza sanitaria", sulla base del fabbisogno rilevato nei servizi e strutture socio-assistenziali della Regione.

Con provvedimento n. 1294 del 5 maggio 2009 la Giunta regionale ha revocato le deliberazioni 237/2003 e 2320/2004, pertanto non viene più dato seguito al riconoscimento:
  • dei titoli conseguiti in Paesi stranieri,
  • del certificato di abilitazione all’esercizio dell’arte ausiliaria di Infermiere Generico,
ai fini dell’esercizio delle attività previste per la figura di Operatore Socio Sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria.
ultimo aggiornamento pagina: marzo 2010

Riporto  il bando dei due corsi OS gestiti dall'OIC della Mandria e indico il link con il bando del Configliachi http://nuke.configliachi.it/Portals/0/BANDO%2059.pdf con prova di selezione il 1 aprile 2011, alle ore 9.30.




Assistenza sociale e sanitaria privata

Si stanno diffondendo in Italia Società e Coperative che operano nel settore dell’home care, specializzate cioè nell’erogazione e gestione di interventi a favore di persone con necessità sanitarie e socio assistenziali. La missione di queste società e cooperative è  quella di contribuire al miglioramento della vita di pazienti, anziani e persone non autosufficienti mediante servizi alla persona altamente affidabili e qualificati.
Riporto i servizi che queste società forniscono (i costi bisogna chiederli direttamente, non sono disponibili in rete):

  • Assistenza domiciliare diurna e notturna. Assistenza domiciliare ad anziani, malati e disabili:
Servizi di accompagnamento a persone anziane.
Interventi domiciliari per l'igiene personale.
Aiuto al bagno.
Assistenza al pasto (preparazione e somministrazione).
Assistenza alla mobilitazione: aiuto nell'alzata e messa a letto delle persone.
    •  Servizi sanitari a domicilio:
    Medicazioni semplici o complesse
    Medicazione piaghe da decubito
    Cateterismi (cambio catetere)
    Flebo
    Cicli di iniezioni
    Prelievo sangue
    Consegna prelievo
    Iniezioni intramuscolo
    Clistere
    Prelievo da catetere per esame urine
      •  Fisioterapia a domicilio
      • Assistenza ospedaliera

      • Dimissione ospedaliera protetta 

      • Servizi in case di riposo, RSA, centri diurni: Servizi di aiuto, sostegno e assistenza per degenti in case di riposo, case protette, RSA, centri diurni etc ...

      • Servizio badanti: Assunzione badante, Sostituzione badante, Formazione e integrazione badante, Trova una badante

      • Trasporto: Taxi sanitario per trasporto anziani, malati e disabili

      • Servizi socio-assistenziali: Podologo a domicilio, Segretariato social, Disbrigo pratiche, Accompagnamento, Logopedista a domiclio, Odontotecnico a domicilio, Apparecchi acustici