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venerdì 8 luglio 2011

UOC Servizio Tutela Salute Anziani Dipartimento Socio Sanitario dei Colli - ULSS 16 Padova: RUR

Martedì 5 luglio sono stato presso l'UOC (Unità Operativa Complessa) Servizio Tutela Salute Anziani del Dipartimento Socio Sanitario dei Colli - ULSS 16 Padova,Via dei Colli, 4  (telefono Centralino 049/8216811), con le  simpatiche studentesse Elisa, Sabrina, Jessica Z.  e Valentina.
Abbiamo incontrato la sig. Gabriella Ferro referente  RUR (Registro Unico per la Residenzialità). Cos'è il RUR? Il Registro Unico è lo strumento che consente la gestione e il monitoraggio costante delle impegnative di residenzialità ed è gestito in forma unitaria dall’ULSS. L’emissione dell’impegnativa di residenzialità che autorizza il ricovero in struttura è condizionata dall’effettiva disponibilità ed è regolata dal Registro Unico della residenzialità attivo in ogni Azienda Sanitaria.  E’ data facoltà ad ogni cittadino di scegliere la struttura residenziale meglio rispondente alle proprie esigenze assistenziali e alle proprie aspettative, anche superando i confini della territorialità. La sig. Gabriella ci ha fatto vedere come  viene compilato il RUR dell'ULSS 16, attualmente nel RUR ci sono circa 500 nominativi, ma non tutti vogliono un posto presso una casa di riposo, circa la metà ha chiesto l'inserimento "perchè non si sa mai".


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Servizi offerti nel territorio della Ulss 16
all’Anziano non autosufficiente

Premessa                                                                                           
La Regione Veneto e l’Azienda ulss 16, sono concretamente impegnati affinché il benessere delle persone anziane, legato in buona parte alla possibilità di rimanere all’interno del nucleo familiare, dove l’offerta della salute psicologica e affettiva è maggiore, sia sostenuto attraverso contributi economici che permettono la permanenza a domicilio dell’anziano “fragile”.
Non sempre però questa attenzione rivolta agli anziani, è sufficiente, a volte ci sono anziani con patologie particolarmente invalidanti come le demenze, le cui conseguenze rendono particolarmente gravoso il carico assistenziale e l’impegno emotivo della famiglia, la loro permanenza a domicilio quindi, diventa troppo difficile.

I bisogni dell’anziano:                                
Vengono allora offerte altre tipologie di Servizi, bisogna però conoscere i reali bisogni assistenziali dell’anziano, bisogni che devono essere valutati da una Unità di Valutazione Multidimensionale Distrettuale denominata UVDM, attraverso uno strumento che ci indica la Regione Veneto, la Scheda  di Valutazione Multidimensionale dell’Anziano, detta SVAMA.
Questa scheda analizza tutti gli aspetti della vita dell’anziano preso in carico, la salute, l’autosufficienza, i rapporti sociali, la situazione economica, viene compilata da più figure professionali (medici di medicina generale, infermieri, assistenti sociali…) che insieme decidono le azioni più opportune, quali sono le priorità, i problemi da affrontare e decidere un progetto assistenziale personalizzato e condiviso.

Il progetto assistenziale:                                      

Il progetto assistenziale idoneo per un anziano, in base appunto ai suoi bisogni, può essere non solo domiciliare ma anche residenziale, e sono i progetti per:

ingresso per ospitalità definitiva in casa di riposo
Questo progetto vuol favorire la permanenza definitiva garantendo un adeguato accudimento alla persona, un’equipe di figure professionali sono infatti presenti in tutte le Strutture Residenziali per garantire un benessere psico-fisico dell’anziano;


ingresso per ospitalità temporanea o “sollievo” in casa di riposo
Questo progetto vuol favorire l’accoglimento per periodi limitati nel tempo (brevi soggiorni) presso le Strutture Residenziali di anziani non autosufficienti non altrimenti gestibili al proprio domicilio, per motivi sanitari-assistenziali e per motivi di difficoltosa gestione familiare (sollievo alla famiglia);
 
ingresso in centro diurno
      Questo progetto vuole contribuire al miglioramento della qualità di vita dell’anziano evitando o ritardando l’istituzionalizzazione e supportando il nucleo familiare, all’interno di queste Strutture gli anziani possono trascorrere le ore diurne di una giornata o di più giornate, svolgendo attività ludico/ricreative, animazione, mensa, socializzando attraverso i laboratori educativi, una particolare attenzione è rivolta alla cura della persona (servizio di barbiere/parrucchiere, pedicure, lavaggio biancheria);

ingresso in centro diurno per malati di Alzheimer
     Questo è un progetto per le persone affette dal morbo di Alzheimer, ed è un servizio dedicato alla fase lieve e moderata della malattia, costituisce un importante punto di riferimento occupazionale, socializzante e riabilitativo per le persone affette da demenza e integra la rete familiare nell’organizzazione dell’assistenza a domicilio.
Quando però si raggiungono le fasi più avanzate della malattia, spesso risulta impossibile la frequenza stessa ai servizi diurni.

Come si accede ai servizi residenziali e diurni:     
Su iniziativa dell’interessato o di un suo familiare compilando una domanda direttamente al Distretto Socio Sanitario o attraverso il medico di base o l’assistente sociale del Comune.

Il RUR     
Il tutto è governato e sostenuto da procedure informatiche e da una graduatoria unica, pubblica e informatizzata che ci consente di mettere a disposizione di più soggetti ed in tempo reale le informazioni riguardanti i bisogni di salute della persona anziana, sulla base di un punteggio di gravità calcolato dai parametri previsti dalla SVAMA, il nominativo dell’anziano viene inserito/registrato in questa “graduatoria virtuale”, il RUR, Registro Unico Residenziale, che, come richiesto dalla Regione Veneto, garantisce trasparenza e correttezza di tutto il percorso che parte dalla

► MANIFESTAZIONE DEL BISOGNO, passa attraverso
► L’INTERPRETAZIONE DEL BISOGNO e si conclude con la
► RISPOSTA AL BISOGNO.
La gestione di questo registro non è intesa come semplice “tenuta” di un registro ma come strumento di governo clinico dei problemi delle  persone e di governo del sistema di offerta.

Gli eventi indispensabili da realizzare, sono l’aggiornamento in tempo reale del registro con:
•  l’inserimento delle Schede di valutazione SVAMA
•  l’inserimento dell’ingresso in struttura
•  la cancellazione dei nominativi per rinuncia / decesso / trasferimento / altro.

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Pubblico dal sito http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?tasstipo=C&tassidpadre=0&tassid=547&id=2400 le Strutture residenziali e i centri diurni per anziani a Padova e Provincia

Elenco strutture e contatti degli Istituti residenziali per anziani nella provincia di Padova

Istituto  indirizzo  telefono
Residenza Parco del Sole  via Boccaccio, 96 - Padova  049 8078282
Congregazione Suore di Carità  via S. Massimo, 49 - Padova  049 8071744
Casa di riposo villa Altichiero (anche centro diurno)  via Altichiero, 2 - Padova  049 615111
Residenza Vincenzo Stefano Breda
vedi Configliachi
 via Ippodromo, 2 - Padova  049 8937333
Opera Magnificat  via Citolo da Perugia, 58 - Padova  049 8756899
Ist. Configliachi - casa soggiorno  via Sette Martiri, 33 - Padova  049 8713875
Istituto di riposo per anziani (IRA)
(anche centro diurno)
 piazzale Mazzini, 14 - Padova  049 8241711
Oic - Centro Nazareth  via Nazareth, 38 - Padova  049 848411
Fondazione OIC Onlus - Mandria  via Toblino, 51 - Padova  049 8281111
Casa di riposo Cittadella  viale Stazione, 5/7 - Cittadella  049 9401677
Casa di riposo Monselice  via Garibaldi, 35 - Monselice  0429 783377
Pensionato P. e S. Scarmignan  via Roma, 42 - Merlara  0429 85073
Centro residenziale Umberto I  via S. Rocco, 10 - Piove di Sacco  049 9712611
Casa di riposo Beggiato  via Fossalta, 4 - Conselve  049 9500444
Centro servizi anziani Bonora  via Bonora, 30 - Camposampiero  049 9317123
Casa Don Orione  via Don Orione, 37/A - Trebaseleghe  049 9386422
Casa di riposo Noventa Padovana  via Roma, 143 - Noventa Padovana  049 625354

 

Centri diurni per anziani nella provincia di Padova

Centro  indirizzo  telefono
Casetta Michelino  via Pontevigodarzere, 14/16 -  Padova    049 8876879
Istituto di riposo per anziani  piazzale Mazzini, 14 - Padova  049 8241711
Casa famiglia Gidoni  via Mons. Fortin, 34 - Padova  049 8241511
Anziani a casa propria  via San Tomaso, 3 - Padova  049 8753547
Casa di riposo villa Altichiero  via Altichiero, 2 - Padova  049 615111
Casa Madre Teresa di Calcutta  via Mazzini, 93 - Sarmeola di Rubano   049 8972611






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Pubblico, dai materiali consegnateci dalla sig.ra Ferro, alcune slide sulle Buone prassi per la Valutazione multidimensionale di progetti assistenziali integrati approvate dalla Conferenza dei sindaci del 31/05/2004


Indice del fascicolo sulle buone prassi

Manca Distretto n. 6 di Piove di Sacco

Richiesta di valutazione UVMD

Scheda di segnalazione e di convocazione UVMD

Comunicazione all'Utente e Diario ADI (Assistenza Domiciliare Integrata)


giovedì 7 luglio 2011

Un altro giro di giostra

"Vivo ora, qui, con la sensazione che l'universo è straordinario, che niente ci succede per caso e che la vita è una continua scoperta. E io sono particolarmente fortunato perché, ora più che mai, ogni giorno è davvero un altro giro di giostra"  
Tiziano Terzani - Un altro giro di giostra.

martedì 5 luglio 2011

Trasporti per anziani disabili

Le informazioni sui trasporti per anziani disabili è la richiesta più frequente che ci perviene da parte di chi telefona a Pronto Anziano. Vediamo che cosa offrono l'ULSS 16, i Comuni, in particolare quello di Padova, le Associazioni, le Cooperative, le ONLUS e le Società per questo servizio.
Attenzione: è necessaria una continua verifica della qualità del servizio onde evitare raggiri e costi elevati (richiamare le persone alle quali è stata data l'informazione). Informarsi sui costi in quanto possono variare. Vedere anche il servizio di striscia la notizia su una onlus di Padova che effettua i trasporti di anziani e disabili (aggiornato al 16 novembre 2011)
La prima informazione da comunicare riguarda la possibilità di avere un trasporto gratuito tramite impegnativa del medico di medicina generale (MMG). Riporto le regole generali prescritte per i trasporti da parte dell' U.L.S.S. N. 16 di Padova a cura della Struttura complessa interaziendale prestazioni sanitarie e convenzioni  (clicca qui)

domenica 3 luglio 2011

Informazioni farmaceutiche: farmaci brand e farmaci equivalenti

Non sempre, direi quasi mai, è facile comprendere perchè se sei esente devi pagare comunque una certa cifra per avere un farmaco. Provo a spiegarvelo con un esempio reale accaduto a me. Sono stato in farmacia con l'impegnativa del mio Medico di Medicina Generale (MMG) per prendere un farmaco che mi ha prescritto lo specialista.  Ricordo che per quel farmaco sono esonerato per patologia dal pagare il ticket. Ho pagato, per aver preso il farmaco di marca (detto anche brand o originator), 1,68 € alla confezione. Da dove risulta 1.68 € ? E' la differenza tra il costo  fissato dalla ditta che lo produce 5,50 € meno il prezzo AIFA  (Agenzia Italiana del Farmaco) di 3,62 €. Ho chiesto al farmacista quanto avrei pagato per il generico: 0,36 € - mi ha risposto. Come mai se sono esente? 0,36 € è la differenza tra il costo fissato dall'AIFA per il generico e quello della ditta che lo produce. Il generico però non ce l'aveva. Non è molto chiaro!! (si possono vedere i prezzi nel sito http://www.agenziafarmaco.gov.it/)
Che cosa sono i farmaci generici o equivalenti? Per farmaci generici o meglio equivalenti, per evitare l’idea che ci si trovi di fronte a farmaci di ‘serie B’, si intende tutta quella classe di farmaci ‘bioequivalenti’ rispetto a una specialità medicinale già autorizzata con lo stesso principio attivo, la stessa forma farmaceutica e le stesse indicazioni terapeutiche. Questo avviene perché ogni farmaco in commercio (definito brand o originator) ottiene un brevetto che, dopo un certo periodo di tempo, in genere circa 15 anni, scade. A questo punto questi farmaci possono essere prodotti liberamente da altre ditte farmaceutiche a prezzi competitivi rispetto al farmaco originale o brand. In genere il risparmio in termini di costo è dell’ordine del 30-50% rispetto al farmaco originale o brand. 

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Riporto dalla pagina web del Corriere Salute http://www.corriere.it/salute/11_giugno_30/segnalato-da-voi-farmaci-equivalenti_bbd03426-9e98-11e0-b150-aadf3d02a302.shtml la risposta di Silvio Garattini al quesito di un lettore. 
Quesito: Al posto dei farmaci che prendevo di solito, un po’ di tempo fa hanno cominciato a darmene altri, assicurandomi che erano «generici equivalenti» e costavano meno. Poi mi sono accorta che qualcosa non andava: i disturbi ricomparivano. Sono tornata ai «vecchi» farmaci e i disturbi sono spariti. Ho iniziato a farmi domande su questi «generici» e alla fine il mio medico ha ammesso: «Non sono sempre equivalenti agli originali, non tutte le case farmaceutiche li fanno come si deve, anche quando si tratta di prodotti salvavita». Servirebbero controlli seri ma, si sa, le farmaceutiche sono potenti... Che cosa devo pensare?

Risponde Silvio Garattini
Direttore Istituto Ricerche Farmacologiche, Mario Negri, Milano

Farmaci «equivalenti»: funzionano?
Farmaci «equivalenti»: funzionano?
Questa lettera riflette probabilmente il parere di molti italiani e — ahimè — anche di parecchi medici. Purtroppo il nome di farmaci generici (che deriva dalla traduzione letterale inglese) in italiano suona male perché dà l'idea di qualcosa che serve un po' per tutti i mali. Si dovrebbe parlare invece di medicinali equivalenti. Gli equivalenti sono prodotti analoghi ai farmaci di marca e possono essere prodotti quando i medicinali di marca hanno esaurito il periodo del brevetto. Devono essere commercializzati a un prezzo almeno il 20% inferiore rispetto ai prodotti di marca e devono recare il nome del principio attivo. Questo rappresenta un vantaggio perché il medico sa che cosa prescrivere e non rischia di confondersi, visto che molti prodotti di marca, ognuno con un proprio nome di «fantasia», contengono alla fine lo stesso principio attivo. I farmaci equivalenti sono messi in commercio solo dopo aver presentato una documentazione che riguarda la purezza del prodotto e la velocità di dissoluzione nel caso si tratti di compresse. Questi parametri devono essere sovrapponibili a quelli del corrispettivo prodotto con nome di fantasia.
Inoltre si devono misurare nel sangue le concentrazioni del farmaco che — pur nell'ambito della variabilità individuale — devono essere simili a quelli ottenibili con il prodotto di riferimento. Infine numerosi studi clinici — anche per i farmaci «salvavita» — hanno dimostrato che il passaggio dalla somministrazione del farmaco equivalente a quella del farmaco di marca e viceversa non comporta cambiamenti di efficacia o di tollerabilità. Non vi sono quindi ragioni per supporre che vi siano differenze significative. D'altra parte questo sembra essere un problema italiano perché in tutto il mondo e in particolare in Germania e Inghilterra il mercato dei farmaci equivalenti è almeno tre volte maggiore rispetto all'Italia.
Da dove nascono, allora, i dubbi sugli equivalenti? Soprattutto da ragioni commerciali molto evidenti. Le industrie hanno un notevole interesse ad ostacolare il diffondersi degli equivalenti, perché per mantenere la competitività dei prodotti di marca le ditte devono diminuirne il prezzo e per di più vedono erose le loro vendite dalla concorrenza. Anche i medici spesso esprimono dubbi, perché quando prescrivono un farmaco di marca, magari, in qualche caso si possono aspettare un ringraziamento da parte dell'industria che lo produce, mentre il farmaco equivalente può essere prodotto da molte industrie farmaceutiche. È molto importante che i cittadini si rendano conto del fatto che i farmaci equivalenti fanno risparmiare soldi al Servizio sanitario (nel 2010 circa 600 milioni di euro), soldi che sono stati utilizzati per coprire in parte la spesa legata a farmaci molto costosi, come quelli utilizzati per i pazienti con tumore.

30 giugno 2011 12:26

"Tra i compiti del medico vi è quello primario di sviluppare con il paziente una “alleanza terapeutica” fondata sulla fiducia, da cui origina una prossimità affettiva ricambiata dal paziente e cruciale per l’obiettivo salute. Tutto ciò, ovviamente, va perseguito con l’obiettivo di contribuire al bene comune, al miglioramento della qualità della vita e della salute collettiva e nella considerazione del malato, che di per sé è un “soggetto”, per lo piú fragile" (Benato)

dott. Benato Maurizio presidente Ordine
Medici e Odontoiatri di Padova



Riporto dal sito dell'ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Padova la pagina web http://www.omco.pd.it/echi-dalla-stampa/2011/287-il-saggio-del-vicepresidente-maurizio-benato-su-qetica-per-le-professioniq.html dalla quale si può scaricare il saggio del vicepresidente del FNOMCeO Maurizio Benato  pubblicato sulla  rivista di “Etica applicata” della Fondazione Lanza di Padova – centro di riflessione e studi che da oltre trent’anni si occupa di queste tematiche.  Il FNOMCeO è la Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri http://portale.fnomceo.it/PortaleFnomceo/home.2puntOT . Per i non addetti ai lavori riporto da Wikipedia le seguenti informazioni sulla FNOMCeO. La Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO) è l'organo italiano che raccoglie tutti gli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri delle provincie e ha sede a Roma.
In Italia infatti, contrariamente a quanto succede in altri paesi, l'Ordine è a regime provinciale, retaggio storico della frammentazione territoriale del paese. L'esame di stato nasce col fine concettuale di equiparare i diversi titoli di dottorato in medicina, così da consentire la libera circolazione del medico in tutte le provincie. Nel 1946 l'articolo 1 del decreto sulla "Ricostruzione degli ordini e delle professioni sanitarie e disciplina dell'esercizio delle professioni stesse", ha stabilito che in ogni provincia fossero costituiti gli ordini dei medici chirurghi. Nel 1985, in seguito all'istituzione della professione di odontoiatra, all'ordine è stata affidata anche la tenuta del nuovo albo professionale.
L'ordine controlla l'operato dei suoi associati e si pone come interlocutore nei confronti delle varie istituzioni. Vigila sul decoro degli iscritti (professionale ed extra professionale); promuove iniziative per l'aggiornamento professionale (ECM); esercita potere disciplinare, comminando nei casi dovuti le dovute sanzioni; interviene nella controversia in materia di onorari fra medici e assistiti e ha potere tariffario; collabora con le autorità; ha facoltà di contrastare i fenomeni del prestanomismo e dell'abusivismo.
Il codice di deontologia vigente è stato elaborato e approvato dalla Federazione.
Ciascun ordine provinciale può procedere a sanzionare i propri iscritti con:
  1. l'avvertimento
  2. la censura
  3. la sospensione dall'esercizio della professione, da uno a sei mesi, salvo eventuali comportamenti di rilevanza penale dell'iscritto quali
  4. la radiazione dall'albo: comporta la decadenza dall'abilitazione, sicché, per essere nuovamente iscritto, occorrerà ripetere l'esame di abilitazione. Senza abilitazione non è possibile esercitare legalmente la professione.
Attualmente la FNOMCeO è presieduta da Amedeo Bianco, medico torinese eletto al suo secondo mandato nel 2009. Vice-presidente è Maurizio Benato, presidente dell'Ordine dei medici di Padova. Segretario nazionale della Federazione è Gabriele Peperoni, di Napoli. Nella Federazione è attiva anche la Commissione Albo Odontoiatri, che attualmente è presieduta da Giuseppe Renzo, odontoiatra di Messina.

Dal sito dell'Ordine di Padova
Che cosa significa, per il Medico, essere cittadino attivo e responsabile? E come può contribuire a far diventare tali anche i suoi pazienti? Ancora, quali sono i nodi etici che coinvolgono la sua professione?
"Etica per le Professioni" (http://www.fondazionelanza.it/rivista/index.htm) la rivista di “Etica applicata” della Fondazione Lanza di Padova – centro di riflessione e studi che da oltre trent’anni si occupa di queste tematiche - ha voluto dedicare uno dei suoi dossier monografici al ruolo dei diversi professionisti nella Società.
A rispondere, a nome di tutti i Medici italiani, è stato invitato il vicepresidente della FNOMCeO, Maurizio Benato. Ne è nata una riflessione, acuta e veramente approfondita, sul ruolo che il Medico ha non solo verso i suoi pazienti, ma verso l’intera comunità. Compito della Professione medica è, infatti, secondo il dottor Benato - ma anche secondo le più moderne correnti di pensiero della Bioetica - quello di prendersi cura del paziente a tutto tondo, responsabilizzandolo e accrescendo la sua “autonomia decisionale”, al fine di implementare la diffusione di stili di vita attivi e più sani.
(allegato: M. Benato, Buona salute a tutti, se ciascuno sa “prendersi cura di sé”, in "Etica per le professioni - Questioni di etica applicata" 3 (2010) 38 - 43)
31/05/2011 16:43 - Autore: a cura dell'Ufficio Stampa FNOMCeO

sabato 2 luglio 2011

La vita dopo la cura – Ricominciare a vivere dopo essersi presi cura di un proprio caro

Nel sito della Società Cooperativa "Anziani e non solo " http://www.anzianienonsolo.it/?p=1115
è disponibile on line la guida dedicata agli ex caregiver che stanno vivendo la delicata fase del post caregiving, il momento che coincide con la fine della responsabilità di cura.
La guida “La vita dopo la cura” contiene consigli, riporta esperienze di altri ex caregiver, informa sugli aiuti disponibili e offre orientamento per muoversi con competenza nella rete dei servizi formali e informali.
Con il termine caregiver si usa definire, nella letteratura anglosassone, "colui che presta le cure". Si distingue il "caregiver" informale, (il figlio, coniuge, più raramente un altro familiare o amico), dal "caregiver formale" (l'infermiere o qualsiasi altro professionista).
La vita dopo la cura – Ricominciare a vivere dopo essersi presi cura di un proprio caro (versione sfogliabile)


I "Silver-surfers" (navigatori dai capelli grigi)

I nonni inglesi e il web

29-06-2011

Tipologia: Segnalazione
Inserita da:(Centro Maderna)
Una ricerca di ICM per O2, pubblicata sul giornale inglese Daily Mail afferma che il 77% degli over 65 in Gran Bretagna usa regolarmente Internet e posseggono un computer o un I-Pad. I “silver-surfers”, cioè i navigatori dai capelli grigi, non sono più scoraggiati da Internet e il suo utilizzo è considerato “come una crema anti-età“ che li mantiene giovani.
La maggioranza degli intervistati afferma che i supporti informatici hanno migliorato la loro vita, soprattutto per quanto riguarda l'uso dei social network e dei dispositivi con video chiamata come Skype, mezzo che gli anziani stanno sperimentando per tenersi in contatto con familiari e amici. Inoltre la ricerca segnala che gli intervistati vorrebbero più assistenza, poiché la tecnologia cambia e si evolve rapidamente. In molti affermano, però, di non possedere il linguaggio tecnico spesso utilizzato dai centri assistenza o dai commessi dei negozi di elettronica.
(Daily Mail, 23 giugno 2011)

Per maggiori approfondimenti: http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-2007126/77-cent-65s-online.html